La notte


La notte, haiku di Giuseppina D'Amato scrittore
La notte, haiku Giuseppina D’Amato




Dopo la notte,

umida di stelle,

il sole mi asciuga.


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I gatti e la rosa


Un agile salto verso i petali rossi

i gatti  hanno mangiato la rosa rossa,

e ne hanno preso la bellezza.

Che cos’è un ramo di rosa, senza la rosa?

È uno stelo senza spine,  una foglia da catturare

per cuccioli con  artigli ricurvi e denti aguzzi.

Accanto, conchiglie

racchiudono l’estate in un barattolo di vetro

tra le ombre di un pomeriggio settembrino.

Risveglio


Il momento del risveglio d’autunno

era una lotta silenziosa contro il Torpore

che m’invischiava al padre, il Sonno.

Era un brivido lungo la schiena,

prima che il caldo del focolare,

dai piedi, risalisse il corpo,

intirizzito dal primo freddo.

Il profumo del tempo.


I ricordi sono profumi
e il passato ne è impregnato,
come la mia memoria.

Odorava di latte e caglio,
all’alba, la cucina di nonna Bepi
e l’acre si fondeva al dolce nel bianco coagulo.

I sensi percepivano il sapore caldo,
la fiamma del fuoco sul viso
e le monachelle che si libravano su per il camino.

Si perdevano tra il fumo e la fuliggine scura,
la fantasia si accendeva nei bagliori del focolare
e il corpo, freddo della notte, si scioglieva nel buono.

monachelle = scintille