Tre anni di WordPress.


  • ūüíĖūüíóūüíöGrazie WordPress!
    Auguro un buon pomeriggio a tutti gli amici! ūüíöūüíó
    ÔŅľ

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Che cosa √® degno di essere scritto?


Diario 7/11/1966

virginia-woolf

Il diario √® appena nato e gi√† mi tormenta. Non vorrei pentirmi d’averlo iniziato. Poi mi convinco che avere un diario √® una bella opportunit√†. Lui √® un amico taciturno e, persino, un po’ omertoso, e i¬†segreti difficili da¬†confidare li scriver√≤.
Con le parole posso narrare tutto di me: il presente, come lo vivo; il passato, come lo ricordo; e il futuro, come lo immagino. Che meraviglia. La scrittura è un potere e la penna è la mia bacchetta magica.
Le parole scritte non hanno tempo, però mi permettono di viaggiare nel mio tempo e di fare una capatina anche nel passato.
“Che cosa scrivo? Che cosa √® degno di essere scritto?” mi domando. Continua a leggere

Gentile signora


Signora,
le scrivo due righe per metterla al corrente della mia recente situazione famigliare.
Innanzi tutto, le condizioni del caro infermo sono peggiorate. Come lei già saprà, non tocca cibo da venerdì. Beve solo qualche sorso di te, col rischio di soffocare. Non è molto lucido, dorme sempre, ha il volto arrossato e tumefatto, ma non ha la febbre. Domani, verrà a visitarlo il dottore di famiglia, e ci consulteremo sul da farsi.
Oggi, sono andata dal capo a presentare la domanda di congedo. Ha rifiutato. Non può concedermelo subito, ha detto. Ha preso tempo. Vuole pensarci, e concertare delle sostituzioni con il responsabile del settore. Mi ha dato appuntamento a domani. Il fatto mi ha amareggiato, malgrado io sappia che il congedo è discrezionale e che il dirigente ha sessanta giorni per dare una risposta. Sacrosanti i suoi diritti. Però, la malattia non dà nessun preavviso, neppure la depressione, né tantomeno tu.
Alla luce dei fatti, credo che l’origine dei miei recenti e ulteriori stati depressivi e di ansia siano dovuti alla percezione, ormai divenuta certezza, che presto dovr√≤ affrontare nuove e dolorose prove, come tu ben sai. Ho tergiversato a lungo, prima ¬†di riconoscere quest’amara verit√†. Non avevo ancora capito che con te c’√® poco da rimandare. Impossibile eludere la tua ineluttabilit√†.
Signora, non attendo la sua visita a breve e non la saluto cordialmente.

Suo Alfredo

Lettera dal passato.

Primo amore


Giallo e verde
era il mio primo amore
campi di colza.

(Haiku)

Anima


Antico ulivo

di ruvida corteccia

è la mia pelle.

(Haiku)

Casa


Son anime vuote

dopo che noi partimmo

le camere buie.

Risveglio


Il momento del risveglio d’autunno

era una lotta silenziosa contro il Torpore

che m’invischiava al padre, il Sonno.

Era un brivido lungo la schiena,

prima che il caldo del focolare,

dai piedi, risalisse il corpo,

intirizzito dal primo freddo.

Due righe di me


Quando nacqui ero priva di memoria.

Ero un universo ignorante, egotico e famelico.

Poco importava ch’ero nata d’autunno,

quando le foglie arrossano

e cadono dagli alberi,

come i soldati, ma solo nella poesia.

Ero affamata di vita.

Leggende popolari: racconta la tua


La leggenda √® un tipo di racconto molto antico, come il mito, la favola e la fiaba, e fa parte del patrimonio culturale di tutti i popoli, appartiene alla tradizione orale e nella narrazione mescola il reale al meraviglioso. Leggenda deriva dal latino legenda che significa cose che devono essere lette, degne di essere lette… (Wikipedia)

L‚ÄôItalia √® terra¬†di¬†leggende che non sono nate dall‚Äôinventiva del singolo, ma dal racconto di molti e, infatti, √® alla collettivit√† che¬†si rivolgono, come i miti e le favole.¬†Ogni paesino √® popolato¬†da personaggi bizzarri: uno spiritello burlone o dispettoso, un demone, una Janara, una strega, ¬†e, quindi, ha storie da narrare ai ragazzi di oggi. Storie del passato, in cui realt√† e fantasia si sono mescolate, e fatti inspiegabili per le¬†menti pi√Ļ semplici hanno danno vita a scontri tra il bene e il male. Nella superstizione popolare certi¬†fenomeni geofisici del territorio sono divenuti castelli misteriosi su uno scoglio in mezzo al mare, una mefite √® diventata la porta dell‚Äôinferno, un¬†palazzo in cui sibilano i venti di tramontana si √® popolato di spiriti inquietanti,¬†un ponte su acque¬†maleodoranti √® diventato il ponte del diavolo¬†e l‚Äôodore esiziale¬†si √® trasformato in¬†puzza di zolfo.

Sarebbe un peccato se le leggende popolari si smarrissero nel marasma collettivo del terzo millennio. Allora, mi sono detta: perché non chiedere agli amici di WordPress, Facebook, Twitter, appassionati come me di folklore, leggende e fiabe di collaborare alla ricostruzione della Memoria Collettiva delle nostre tradizioni? Avete voglia di raccontare storie popolari, credenze, superstizioni, miti, leggende, filastrocche che conoscete e condividerle nel blog Memoria Narrante? 

In questo modo, tutti insieme potremmo far s√¨ che¬†le fiabe della tradizione popolare nazionale e internazionale¬†non vengano dimenticate. Recuperare la cultura favolistica, fatta¬†di centinai di¬†racconti, talvolta in vernacolo, di rara sensibilit√† e di grande insegnamento, sarebbe utile agli adulti che potrebbero narrarle ai propri bambini.¬†Senza contare che, in tal modo, si tramanderebbe un patrimonio culturale e sociale che merita di vivere e rivivere anzich√© morire sotto uno strato di polvere pi√Ļ pesante dei lapilli del Vesuvio.

Mi raccomando, rispondete in tanti! 

Immagine

Iseo: Floating Piers


Qualche scatto consolatorio dalle sponde del Sebino nell’impossibilit√† d’imbarcarmi per Monte Isola a causa della grande affluenza di visitatori all’opera “Floating Piers” dell’artista Christo. Per noi che viviamo sul lago non mancheranno altre occasioni di¬†visitare¬†¬†le Passerelle Fluttuanti, mi dispiace per chi, in questi giorni, non ha potuto vivere l’emozione di camminare sulle acque del lago da Montisola all’isola di San Paolo e ritorno.