Invito alla lettura.


Care amiche e amici

Che siate a casa 🏡, sulla spiaggia ⛱, in montagna ⛰o in riva al lago vi invito a scaricare gratis due libri 📕📗.

Il profumo della passione ⬇️

Un romanzo contemporaneo, psicologico, erotico e di viaggio. Il profumo della passione, opera adatta a un pubblico adulto, tratta il tema dell’amore visto da un punto di vista femminile e tocca la problematica della violenza di genere.
Michelle La Forêt è una giovane giornalista. Al termine del contratto le viene offerto un nuovo ingaggio. Accetta entusiasta, ma si pente quando conosce i particolari: otto mesi in missione nel continente australiano con Didier Blessant, un famoso operatore di ripresa e fotografo. L’uomo maturo, già inviato di guerra, è un tipo deciso e aggressivo. Sin dall’inizio fra loro si profila una relazione difficile e conflittuale. Michelle è soggiogata, e a nulla servono i consigli delle amiche e l’introspezione psicologica affidata alla scrittura.
L’io narrante è la stessa protagonista che, attraverso un linguaggio poetico e struggente, descrive le proprie emozioni, gli stati d’animo, i problemi psicologici, e, infine, la via che conduce alla guarigione dall’amore malato e alla stima di sé. 

Le favole dentro la borsa ⬇️

Fiabe della buonanotte e del buongiorno, fiabe per bambini e adulti. L’autrice ha una borsa magica, se ci fruga dentro, trova le fiabe italiane, le favole classiche e i racconti popolari irpini che hanno alimentato la sua fantasia di bambina, i ricordi personali, i sentimenti e i valori che, nella borsa, si sono fusi e tramutati in storie per bambini e ragazzi del duemila.

I libri saranno in omaggio per pochi giorni.

Quindi potete fare il download subito e leggerli a vostro piacimento su qualsiasi dispositivo: lettore Kindle, telefono, PC, tablet.

Buona lettura.

Buone vacanze ✈️ 🏖.

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Il mio tempo: gli anni ’70


Dal 25 al 30 marzo offerta libro gratis: Il mio tempo: gli anni ’70 di Giuseppina D’Amato. Leggi l’anteprima.

Scarica l’e-book gratuito.  Leggilo nel tempo libero, dove e quando vuoi.

“Il mio tempo: gli anni ’70” è il secondo volume della Trilogia “Il mio tempo”.

Narra le vicende di  Michela Visconti, già protagonista de “Il mio tempo: un’adolescente negli anni ’60” ormai adulta, universitaria in un momento storico e sociale difficile, dove anche le relazioni fra coetanei sono ambigue e, spesso, fugaci.

Per descrivere il romanzo ripropongo un articolo recente.

Ringrazio Orso Bianco |Gian Paolo Marcolongo per la recensione sul sito Amazon.

Sinossi – Il mio tempo, gli anni ’70

I protagonisti – Il mio tempo: gli anni ’70

Il mio tempo: gli anni ’70 si svolge nel 1977.

Michela Visconti, la protagonista del romanzo storico contemporaneo, è prossima alla Laurea in Psicologia all’Università La Sapienza di Roma. La sua esistenza ruota intorno allo studio e alle prime esperienze sentimentali, quando nella sua vita irrompe una misteriosa “biondina”.Il Movimento – Il mio tempo: gli anni ’70Nel romanzo Il mio tempo: gli anni ’70, le giornate di Michela e dei suoi amici scorrono sempre uguali, finché il Movimento degli anni ’70 sconvolge le loro vite e il loro tempo. Allora vediamo i giovani animarsi e lottare per la libertà e l’uguaglianza a fianco degli “attivisti” e degli “indiani metropolitani”. Anche Michela fa la sua parte e prende parte alle manifestazioni per l’emancipazione femminile insieme alle femministe delle quali condivide principi e valori.La trama – Il mio tempo: gli anni ’70

La vicenda del romanzo Il mio tempo: gli anni ’70 è incentrata sul Movimento del ’77, un tempo storico difficile, segnato da contrasti e scontri – talvolta violenti – fra studenti da una parte e politici e sindacati dall’altra. Questo è il tempo che segna la perdita dell’innocenza per molti giovani, alcuni dei quali imbracciano le armi, mentre i meno risolti scelgono la droga. Ebbene, ci si domanda: quale cammino imboccherà Michela? e i suoi amici quale via sceglieranno per il futuro?

Incipit – Il mio tempo: gli anni ’70

Il mille novecento settantasette fu un anno terribile per l’Italia e per molti studenti. Ma fu una data risolutiva per Michela Visconti, come narra il romanzo Il mio tempo: gli anni ’70.

Sono in ritardo

“Sono in ritardo. Fuori tempo massimo. Caspita. Non ci sarà un solo posto, e dovrò ascoltare la lezione in piedi”, pensò, mentre beveva l’ultimo sorso di latte e caffè che aveva preparato in gran fretta. Con gesti rapidi poggiò la tazza sul lavandino nell’angolo cottura del bilocale da studentessa universitaria fuori sede. Poi la risciacquò sotto l’acqua corrente.

I preparativi

Subito dopo, prese un blocco per gli appunti sullo scaffale della libreria ingombro di ceramiche dalle tinte intense, e lo pose nella capiente sacca di pelle appesa al pomello. Si sbrigò a togliere il pellicciotto di castorino sintetico dall’appendiabiti, lo indossò, e chiuse gli alamari. Staccò la Tolfa e passò la tracolla sulla testa. “Ahia, accidenti”, imprecò, districando una ciocca impigliata nella chiusura metallica. Ciononostante sistemò il manico su una spalla e di traverso sul petto in modo da porre la Catana lungo un fianco.

Scese di corsa la rampa di scale

Nella specchiera vide i capelli annodati su una tempia, e un ciuffo dritto in aria. Indossare la borsa equivaleva a ritrovarsi arruffata o con qualche ciuffo strappato dalla fibbia. A rapidi tocchi sistemò la frangia e le bande laterali sulle spalle. La chioma incorniciò l’ovale del volto ancora acerbo in cui spiccavano i vivaci occhi verdi. Infine richiuse la porta dietro di sé, e scese di corsa la rampa di scale prima di giungere al portone, affacciato su Via dei Sabelli.

La folla

Uscì in fretta dal palazzo per recuperare un po’ di tempo. Doveva prendere gli appunti, poiché quello era l’ultimo esame prima della dissertazione. Era necessario passarlo, altrimenti avrebbe dovuto discutere la tesi alla prossima sessione di Laurea. Non poteva permettersi il lusso di temporeggiare. Desiderava terminare quel percorso e iniziare la specializzazione al più presto. S’incamminò a rapidi passi, e proseguì tra la folla, urtando le persone. «Scusi. Permesso», ripeteva, mentre proseguiva sotto gli sguardi degli uomini e dei ragazzi, attratti dalla graziosa figura esile, ma di una morbida armonia. Per fortuna, abitava accanto alla sede del Corso di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma e, dopo una breve corsa, giunse sull’inizio della spiegazione. Giusto in tempo.

L’aula rigurgitava studenti

L’aula rigurgitava studenti, come aveva immaginato. Adocchiò una seggiola libera vicino alla porta posteriore, e vi prese posto. Seguiva Organizzazione e gestione delle risorse umane e prendeva appunti con la solita diligenza. Però faticò a concentrarsi, poiché lo studente vicino a lei si agitava. A un tratto, il tizio si voltò verso una biondina che stava in piedi sulla soglia. Le parve di vedere dei cenni d’intesa fra loro, ma vi diede scarso peso, pertanto continuò ad ascoltare, nonostante l’irrequietezza del ragazzo.

La biondina

D’impeto, il tizio raccolse dal pavimento i propri libri e un eschimo dall’aspetto vissuto. Poi si alzò, e uscì, passando accanto alla Biondina. Allora la biondina, magra coi capelli dritti e lunghi sulla schiena, sedette accanto a lei. Prima sfilò dal collo la capiente borsetta con le frange, infine la poggiò per terra, e prese a scrutarla. Lo sguardo indugiava con strafottenza su di lei. L’evenienza la infastidì e incominciò a provare un certo imbarazzo, misto a un’inspiegabile inquietudine.

Fobie sociali

Sentirsi minacciata o in pericolo quando si aggirava per le vie intorno alla facoltà era una costante. Negli ultimi tempi, ella sognava di venire accoltellata alle spalle da misteriosi soggetti incappucciati. Se ne curava poco e attribuiva i sogni e le sensazioni minacciose alle sue fobie sociali. Mentre il professore spiegava la Teoria della Gestalt, si volse verso la vicina. Poi accennò uno stiramento delle labbra senza sorriso, e la fissò con occhi piccoli e indagatori. Era una tipa interessante, si disse. L’aria assorta e misteriosa le conferivano un fascino particolare, quindi decise di salutarla allo scopo di capire il motivo di tanta insistenza.

La conversazione

«Ciao», eruppe brusca. La tizia rispose. “Mi pare di conoscerla. Non so chi sia esattamente, ma l’ho già vista in giro”, pensò, mentre la memoria fotografica passava in rassegna i visi incontrati a mensa, alle riunioni politiche e ai collettivi studenteschi. «È interessante la lezione», asserì la tipa, convinta. «L’argomento è complesso, ma degno d’attenzione», lasciò intendere che avrebbe voluto ascoltare il professore. «Non riuscirò a preparare l’esame per il prossimo appello», comunicò la Biondina. Le sfuggì lo scopo. “Che me ne frega se lo fa”, le passò per la mente in un primo momento. Invece, domandò «Come mai?» e si trattò di pura cortesia. Forse la nuova arrivata era in vena di chiacchierare per solitudine o qualche altra ragione a lei ignota. «Troppa roba da studiare. Ho poco tempo.» L’altra la scrutò. Il suo istinto rimosse il disagio, lo faceva sempre davanti alle situazioni ansiogene per buona educazione o evitamento. «Hai problemi?, stai male?, lavori?» offrì una gamma di risposte che avrebbe voluto udire. Del resto molti studenti fuori sede erano costretti a lavorare per mantenersi agli studi. «Mi occupo d’altro oltre lo studio. Sto per partire.» La spiò di sottecchi, mentre lei continuava a prendere appunti. «Sono costretta a studiare. Voglio superare l’esame.» «Così credi tu», disse la Biondina.

La minaccia

L’insolita replica la sorprese. Si stupì, convinta d’aver udito male. “Vaneggia a 70 gradi”, realizzò, l’aria impacciata, come quando le sfuggivano le situazioni. «È l’ultima prova. Devo superarla. Altrimenti posso dire addio alla discussione della tesi la prossima sessione estiva. I testi sono già pronti. Devo farli correggere alla professoressa, e ricopiarli a macchina», quasi si giustificò. Non voleva sembrare un’arrogante con la pretesa di passare al primo appello e a tutti i costi. «Pensi di laurearti a giugno?» insistè la tizia. «Sì», replicò in  tono perentorio. Si stava incavolando, e pensava “Ha rotto le balle.” «Lo vedrai. Vedrai», minacciò la sconosciuta. Si rabbuiò, le ciglia socchiuse. «Ma di che parli?» incredula, pose la domanda e attese una risposta, ma invano. “

“Il mio tempo, gli anni ’70”, romanzo di Giuseppina D’Amato

Prologo: il profumo della passione


Incipit del romanzo Il profumo della passione.

Nîmes, lunedì 20 agosto 2018

Ho appena concluso un nuovo contratto.

Dovrei essere soddisfatta, invece provo un senso di alienazione, un vuoto che dilaga dalla mente al cuore.

Il direttore dell’emittente televisiva France32, dove sono impiegata da due anni come giornalista, mi ha proposto un incarico che in principio mi è parso molto allettante mentre, adesso, m’angoscia.

Questa mattina, sono stata convocata nel suo ufficio, e lui con un gesto vago mi ha invitato ad accomodarmi sulla poltroncina nera. Poi, trincerato dietro la scrivania, ha appoggiato gli avambracci sul ripiano invaso da fogli di carta e oggetti di cancelleria, ha sporto il busto, quasi a voler accorciare le distanze fra noi, e ha inscenato la più convincente e fumosa delle illusioni. «Signorina La Forêt, il suo contratto si avvicina al termine. Ancora qualche settimana e sarà libera», ha esordito.

«Sì. Lo so.» Temo d’averlo guardato come un gattino al cospetto di Berlicche.

«Ha già altre proposte interessanti?» ha domandato con finta indifferenza, sollevandosi, e appoggiando il torace allo schienale della sedia curule.

«No», ho negato d’impeto.

Me ne sono pentita subito: avrei dovuto rispondergli che ho un mucchio d’offerte, ma la sincerità ha prevalso. È sempre così: non sono capace di vendermi al miglior prezzo. Prevale Memente.

«Bene. Allora, può essere ancora dei nostri», ha detto lui.

«Certo», ho risposto, piena d’un entusiasmo profumato d’adolescenza, sperando in una piccola rubrica quotidiana per i prossimi tre mesi.

Invece no. Lui ha scombussolato i miei miseri piani, e tra il minaccioso e il paterno mi ha offerto il rinnovo dell’ingaggio per ben otto mesi, niente meno che alla fine del mondo, dove non avrei mai neanche sognato d’andare. Inutile dire che sono ammutolita per la gioia dell’inatteso riconoscimento, ma nell’apprendere i dettagli del lavoro e la data della partenza, addio felicità.

Avrei voluto rifiutare, appena ha elencato in che cosa consiste l’incarico e gli impegni previsti, ma lui riesce sempre a essere persuasivo.

«Michelle, o firma, o è fuori», ha dichiarato più minaccioso che confidenziale, mentre io esibivo un impercettibile diniego, tormentando una ciocca di capelli che si ostinava a ricadere sulla guancia.

«Sa quanti sarebbero disposti a prendere il suo posto?» ha incalzato, distogliendo lo sguardo da me, come se già stesse vagliando un altro candidato, che la mia fantasia ha visto piegato in due, pronto a firmare con servile gratitudine i fogli che nel frattempo lui aveva estratto dal cassetto.

C’era poco da riflettere. Per lui “dire è fare”. Primo comandamento.  Continua a leggere “Prologo: il profumo della passione”

Il profumo della passione


 

Memoria Narrante - Il profumo della passione- Romanzo di Giuseppina D'Amato
Il profumo della passione Giuseppina D’Amato

Il profumo della passione: otto mesi in Australia, opera adatta a un pubblico adulto, tratta il tema dell’amore visto da un punto di vista femminile. Michelle La Forêt, la protagonista, è una giovane giornalista. Al termine del contratto, il direttore le offre un nuovo ingaggio. La ragazza accetta entusiasta, ma si pente quando conosce i particolari del lavoro. È prevista, infatti, una missione di otto mesi in Australia dove lavorerà con Didier Blessant, un famoso operatore di ripresa e fotografo. L’uomo maturo, già inviato di guerra, è un tipo deciso e aggressivo. Sin dall’inizio si profila una dinamica relazionale difficile e conflittuale, un misto di amore e odio. Michelle è soggiogata, e fatica a sottrarsi al gioco erotico e distruttivo che si è acceso tra loro e a nulla servono i consigli via web della sorella e la presenza delle amiche. La vicenda si dipana tra avventure e colpi di scena sino all’epilogo inatteso e sorprendente, allorquando i due ritornano in Francia. L’io narrante è la stessa protagonista. Sullo sfondo, l’Australia, i suoi territori, i paesaggi e le atmosfere magiche. Il romanzo, ambientato nel mondo contemporaneo, affronta temi psicologici e sentimentali e tocca la problematica della violenza di genere. I personaggi sono immaginari, ma realistici e verosimili. La narrazione è scorrevole e il ritmo veloce.

In uscita il 2 novembre 2018. Prenotalo qui.