Poesia


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Buona domenica. Auguro a tutti una festa di Halloween gradevole e divertente, in special modo ai bambini e ai ragazzi.

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La principessa infelice.


principessaLa principessa infelice¬†√® il nuovo audio-racconto del libro, Le favole dentro la borsa.¬†Laura √® una principessa moderna, bella, ricca, amica dei potenti. Possiede tanti privilegi ed √® destinata a diventare regina. Per√≤ la vita elitaria non la rende felice. Nel bel mondo √® nota con il nome di “principessa infelice”. Nessuno conosce la causa della sua tristezza, e si pensa a un malessere dell‚Äôanima, il male oscuro dei nostri tempi. Vani sono gli sforzi dei genitori e degli amici di strapparla alla depressione, finch√©, un giorno, un incontro cambia la sua esistenza.
Una favola atipica, all’incontrario, dove una principessa trova la serenit√†, sovvertendo le regole del suo mondo e della convenienza. Sar√† vero?
(Illustrazione di Sara Herranz, reperita dal sito web, http://www.sara-herranz.com).

La casa di conchiglie nel deserto.


La casa di conchiglie nel deserto¬†di Chiara Messina¬† √® una novella che insegna l’importanza dell’amore all’interno del nucleo familiare. Protagonista √® un adolescente che, attraverso un distacco, impara che l’amore e il senso d’appartenenza travalicano¬†le distanze geografiche, e¬†sopravvivono nel cuore di chi sa amare.

Quattro storie sulla speranza.


“Quattro storie sulla speranza, Consolazione”, ovvero quattro racconti di formazione consigliati a ragazzi e giovani adulti, ma anche a genitori ed educatori. L’autrice narra quattro storie di cambiamento che conducono i giovani protagonisti verso la maturit√†.

Nella storia “Lo sguardo di cobalto” troviamo Michael, ragazzino confuso e ribelle, che conduce una vita marginale. Frequenta amici sbandati, uniti intorno al capo carismatico di una gang di teppistelli drogati, che come lui vivono in una periferia fumosa e alienante, metafora di molte citt√†.

Il ragazzo, prima di toccare il fondo, avverte il desiderio di cambiare la propria esistenza, finché, un giorno, un evento drammatico sconvolge la sua esistenza.

Anni dopo, lo ritroviamo altrove a vivere una vita attiva e piena. Però, un pungente rimorso attanaglia il suo cuore, mentre nel suo sguardo passano le ombre del passato e una ragazza dagli occhi color cobalto tormenta le sue notti insonni.

Le altre storie affrontano temi difficili: l’adolescenza, le relazioni familiari, l’uso di sostanze psicotrope, la fede, il lutto, la vita ultraterrena.

Primo amore


Giallo e verde
era il mio primo amore
campi di colza.

(Haiku)

Colpo di fulmine.


Affermare che Cristina torn√≤ a casa di fretta √® un eufemismo. Vol√≤ come una rondine al nido, rende meglio l’idea.

Impaziente di stabilire un contatto immediato con Joe, pensava a riattivare l’Iphone il pi√Ļ in fretta possibile. Mentre camminava, dandosi della sciocca, per non aver preso il carica batterie portatile, non si accorse che le strade erano deserte gi√† alle dieci di sera.

A un tratto, in prossimit√† dell’incrocio fra via dei Garofani e via delle Rose, nel buio, scorse la sagoma di un gatto nero, che camminava a passi lievi e calmi in mezzo al marciapiede.

Le parve simile a Cassandra e, mentre la chiamava a voce alta, si chiese: “Come ha fatto a uscire, se ho chiuso porte e finestre?”

Il gatto si volse al suo richiamo ma, anzich√© fermarsi, affrett√≤ il passo e, lesto, svolt√≤ l’angolo in via delle Rose e, quando Cristina giunse al crocevia, non vi era pi√Ļ traccia di lui.

Pff! Sparito nella notte.

In fondo alla strada, vide un’unica passante: una donna alta, slanciata, dai capelli neri, lunghi fin oltre le spalle. Indossava abiti eleganti e al braccio portava una borsetta di pelle da almeno mille euro, pens√≤ Cristina, quando vide il manico rigido dalla bella doratura, fermato da preziose borchie e gli inserti di lucertola nelle varie sfumature del beige, che la decoravano. La signora procedeva davanti a lei, con un’andatura lenta e aggraziata, tipica di una donna fiera e sicura di s√©.

Cristina s’incurios√¨ e, mentre un tremito le trapassava il cuore, si domand√≤ come fosse capitata in quella zona una signora come lei, appartenente, senz’alcun dubbio, all’alta borghesia milanese, e la immagin√≤ seduta in un cenacolo fra letterati, artisti e scrittori, o dietro la scrivania, in un ufficio direzionale di una Corporation. Cristina la segu√¨ con lo sguardo, finch√© non spar√¨ nel portone del palazzo in cui abitava lei.

“Strano, non l’ho mai vista.” si disse.

Poi considerò che abitava lì da una settimana e non poteva conoscere tutti i condomini, e tornò a fantasticare su Joe e le belle emozioni che aveva provato grazie a lui.

“Promette bene. Fra noi potrebbe nascere…”, ma non volle neanche pensare. Non era il caso di correre troppo con la fantasia.

Poi parl√≤ con il cuore. “Beh, s√¨. I colpi di fulmine esistono. Non ci avevo mai creduto, ma ora‚Ķ”

Ora, il suo cuore galoppava nella prateria dell’innamoramento, e lei non seguiva il pensiero freddo e razionale, ma obbediva alle leggi del sentimento.

E, rincorrendo le strane regole dell’amore, Cristina giunse a casa.

Cristina abitava al terzo piano, ma non prese l’ascensore. Sal√¨ le scale di corsa, apr√¨ il portone, e lo richiuse alle sue spalle con una spinta del piede, mentre gi√† toglieva il cellulare dalla borsetta.

Si affrett√≤ a cercare il cavo USB sulla scrivania, e mise l’apparecchio sotto carica. Fu allora che scorse Cassandra, acciambellata sulla poltrona girevole dello studiolo.

“Ciao, amore. Eri qua!” fece, accarezzandole la testa.

La gatta schiuse una palpebra, emise un delizioso gorgheggio di benvenuto, e riprese a dormire. Cristina estrasse dalla tasca il bigliettino di Joe, lo lesse, e lo rilesse e, quando fu appagata dalle poche parole e dai tratti della sua grafia, accese l’Iphone. Trascrisse il numero, e lo nomin√≤ con quelle tre semplici lettere “J”, “o”, “e”, cui attribu√¨ un valore inestimabile.

Infine, digit√≤ un breve messaggio. “Grazie, Joe. Sono stata bene, torner√≤ a mangiare la pizza da te. Buona notte. Chris.”

Mentre inviava, si disse: “Adesso, pu√≤ pensare a me e pronunciare il mio nome.”

Poi mise il telefono accanto al computer e si diresse verso la camera: desiderava sfilarsi i blu-jeans aderenti, e indossare abiti pi√Ļ comodi. Fu colta¬†da un¬†urgente¬†bisogno di scrivere e, dato che non aveva sonno e si sentiva piena d’energia positiva, accese il computer e si mise a lavorare al suo romanzo con un nuovo entusiasmo.

Sguardi


Al primo boccone, Cristina pens√≤: “√ą la pizza pi√Ļ buona che abbia mai¬†mangiato.” e, mentre la pastosit√† del formaggio fuso le inondava la bocca, assapor√≤ la succulenza della salsa e la fragranza degli ingredienti.¬†Il seducente gioco di sguardi fra lei e¬†Jo prosegu√¨ con un¬†imbarazzante coinvolgimento, che lei non riusciva a contenere, e un nascente desiderio d’intimit√†.
Cristina sentiva il bisogno di custodire nei limiti della propria dimensione quel che di segreto e unico stava accadendo fra lei e quel ragazzo, inviato lì da un dio o venuto da un altro pianeta a infornare le pizze, affinché lei lo incontrasse, e ne fosse affascinata.
“No, stronzate.” si disse. “Chris, non scrivere un romanzo sul pizzaiolo. Attieniti alla realt√†.” Continua a leggere

Il tuo corpo


Il tuo corpo!
Il tuo corpo mi inebriava.
Il tuo profumo mi velava gli occhi.
Non vedevo il tuo corpo.
Il tuo corpo era un profumo intenso,
come di muschio e bosco.
Nel grande specchio nudo,
velato dai fumi dei balsami,
baciato da una stella di luce,
eri il mio dio bello e dolce.
Il mio seno di latte e miele
era gonfio di luce e te.
Le stelle erano assenti
e non era un dio che, nella sera,
sedeva sul mio letto¬†d’amore e¬†viole: ma tu.
Tu, il mio cielo, il mio lenzuolo bianco.

Il tuo corpo!
Il tuo corpo era un sensuale dono
sulle mie mammelle di seta e rose.
Le stelle erano assenti
e non era un dio che, nella sera,
si chinava sul mio viso
con occhi d’amore e muschio: ma tu.
Tu che, come il cielo notturno,
avevi orchestrato una melodia di carezze.
Ricordo amore mio:
posasti le tue membra sul mio ventre,
docile nuvola bianca.
Alitarono felici, i nostri corpi di rose e muschio.
Respirarono la loro bellezza divina.
Emisero sospiri dai sensuali riflessi.
Non accenderle!
Non accendere le stelle nel sogno.
Tutto è sogno.
Tutto è vano.
Amore mio, dio del sogno,
che appari nella fumosa velatura di specchio,
come nuvola evanescente al mio cuore,
resta!
Non andare.
Resta!
Gli uomini vagano.
Vagano come gli spettri.
La città, le vie, le chiese, le piazze
si compongono nel delirio cadenzato
dal vagare dei passi dei dolci spettri,
abitatori della notte.

Invisibili passerelle di sogno abbiamo gettato sull’infinito

e tutto ci appare ombra d’eternit√†.
A quale sogno abbiamo affidato
la nostalgia della nostra bellezza?
Il sole sorge nella sua veste di luce
dietro  la cattedrale bizantina e  il sogno,
come fumo di specchio, svanisce.
Svanisce, amore mio.

¬© Poesia: “Il tuo corpo” raccolta “Passerelle di sogni” di Giuseppina D’Amato
del 18 gennaio 2015.