Il libro di settembre


Il mio tempo: un’adolescente negli anni ’60.

Scarica il libro gratis dal 15 al 19 settembre 2018.

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Il mio tempo: gli anni ’70


Il mio tempo: gli anni ’70. La saga di Michela Visconti continua nel 1977 con avvenimenti determinanti e nuovi personaggi. L’avevamo lasciata quattordicenne, la ritroviamo dieci anni dopo, laureanda del Corso di Psicologia all’Università La Sapienza di Roma. Il romanzo racconta il Movimento del ’77, un momento storico difficile, segnato da contrasti e scontri – talvolta violenti – fra studenti da una parte e politici e sindacati dall’altra. Il 1977 è un anno critico per molti giovani, ma è un momento risolutivo per Michela. È il periodo che segna la perdita dell’innocenza per molti e vede la nascita e l’affermarsi della coscienza politica e femminista. È tempo di scelte definitive che determinano il futuro di Michela e dei suoi amici, alcuni dei quali scelgono la lotta armata, la droga e il terrorismo.

In vendita dal 16 settembre 2018. Prenotalo qui.

Il profumo della passione


 

Memoria Narrante - Il profumo della passione- Romanzo di Giuseppina D'Amato
Il profumo della passione Giuseppina D’Amato

Il profumo della passione: otto mesi in Australia, opera adatta a un pubblico adulto, tratta il tema dell’amore visto da un punto di vista femminile. Michelle La Forêt, la protagonista, è una giovane giornalista. Al termine del contratto, il direttore le offre un nuovo ingaggio. La ragazza accetta entusiasta, ma si pente quando conosce i particolari del lavoro. È prevista, infatti, una missione di otto mesi in Australia dove lavorerà con Didier Blessant, un famoso operatore di ripresa e fotografo. L’uomo maturo, già inviato di guerra, è un tipo deciso e aggressivo. Sin dall’inizio si profila una dinamica relazionale difficile e conflittuale, un misto di amore e odio. Michelle è soggiogata, e fatica a sottrarsi al gioco erotico e distruttivo che si è acceso tra loro e a nulla servono i consigli via web della sorella e la presenza delle amiche. La vicenda si dipana tra avventure e colpi di scena sino all’epilogo inatteso e sorprendente, allorquando i due ritornano in Francia. L’io narrante è la stessa protagonista. Sullo sfondo, l’Australia, i suoi territori, i paesaggi e le atmosfere magiche. Il romanzo, ambientato nel mondo contemporaneo, affronta temi psicologici e sentimentali e tocca la problematica della violenza di genere. I personaggi sono immaginari, ma realistici e verosimili. La narrazione è scorrevole e il ritmo veloce.

In uscita il 2 novembre 2018. Prenotalo qui.

 

4 chiacchiere tra madre e figlia


  1. Qual era il tuo gioco preferito da bambina/o?
  2. Qual era la tua bevanda preferita da giovane?
  3. Qual era la tua lettura preferita nell’adolescenza?
  4. Il programma televisivo che guardavi più volentieri da piccolo/a?, c’è ancora?
  5. Qual è il libro senza tempo che consiglieresti a chi sta guardando?

Ciao, a lunedì 20 agosto per la seconda parte.

Leggi le autrici


Memoria Narrante
Alice Ann Munro è una scrittrice canadese, vincitrice del premio Nobel per la Letteratura nel 2013. Ha 87 anni.

Ho chiesto ad alcuni amici e amiche qual è il loro classico preferito o la lettura d’infanzia più gradita o il libro che consiglierebbero. Le risposte che ho ricevuto sono state varie, ma sorprendentemente coerenti. I maschi hanno letto in prevalenza autori di sesso maschile, le femmine si sono mostrate interessate sia alle autrici sia agli autori. Dalla mia piccola chiacchierata risulta, dunque, che gli amici abbiano letto solo una o due donne nella vita. «Possibile? Come mai?» mi domando. «C’entra, forse, l’ancestrale misoginia? È colpa della società che disprezza le donne da sempre?» Eppure ci sono fiori di scrittrici che meritano di essere lette. Allora, mi domando e vi domando «È possibile cambiare?» Secondo me, è molto importante leggere le autrici – e non parlo solo di fiction – e conoscere le donne meritevoli, rispettarne il talento, capire l’umanità di una donna, riscoprire scrittrici che sono state dimenticate o sottovalutate a causa dei pregiudizdi genere silenziosi e insidiosi.

Ti pongo tre domande.

  1. Qual è il classico che preferisci?
  2. Qual è il tuo libro preferito dell’infanzia?
  3. Quali autrici hai letto?
Memoria Narrante
Grazia Maria Deledda è una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 1926. È scomparsa a Roma nel 1936.

Il libro di agosto


Dove nasce la poesia, romanzo in lettura gratuita solo per pochi giorni.

Download qui.

Dove nasce la poesia|Giuseppina D'Amato
Dove nasce la poesia|Giuseppina D’Amato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incipit

1. Quando la creatura fece poesia.

Dopo il buio liquido, silenzioso e caldo, all’oscuro della differenza tra l’ombra e la luce, il caldo e il freddo, il silenzio e il suono, la creatura vide la luce.

La luminosità la accecò fuori dalle acque tiepide in cui era stata immersa per un periodo che non era tempo e non era spazio, poiché lei ignorava la cognizione dello spazio e del tempo.

Era fuoriuscita dal fluido caldo di cui si era nutrita ed era sospesa in un impercettibile spazio che era immensità e finitezza, poiché lei disconosceva l’infinito e i limiti.

Due eventi terribili erano avvenuti: aveva percepito una luminosità abbagliante, e aveva provato un fremito. Esisteva, inconsapevole di sé.

L’aria la fece rabbrividire e fu pervasa da un soffio naturale, un ritmo modulato, un alito che entrava e usciva da lei.

Udì un suono agghiacciante e ne fu terrorizzata. Non era più ammantata nella silenziosità mite e acquosa in cui, un tempo, galleggiava inconscia del tutto.

Era esposta ai respiri e agli sbuffi dell’aria, inesperta di ritmi, gemiti, canti e delle modulazioni dei silenzi e dei suoni.

Tre avvenimenti tragici si erano susseguiti: aveva sopportato una luce accecante, aveva patito il freddo e prodotto un pianto di terrore.

Lei era fluita dall’accogliente ventre ovattato e rassicurante e, ancora coperta dagli umori della terra madre, dai quali era stata generata, aveva creato una melodia con il respiro che traeva in sé.

La voce fu accolta dallo spazio. Lo spazio con un brivido la dilatò nel Cosmo, e il primo vagito intenerì e commosse la Terra.

Il giorno in cui nacque, la creatura fece poesia, sebbene ne fosse inconsapevole.

Ella ignorava che lo spazio della creatività è l’anima o qualsiasi altro luogo e non sapeva che i solchi mnesici possiedono le modulazioni del creato, e travalicano il tempo, poiché vivono in una dimensione a-temporale.

Ancora non aveva appreso o, forse, l’aveva dimenticato nell’istante in cui era stata tolta dall’humus materno, e le avevano reciso il vitale cordone, che la poesia era concepita dallo spirito dei poeti e dei pazzi e dei bambini.

Il primo canto fu l’innata aspirazione a superare i confini dello

spazio e del tempo e a vincere le ombre e il destino di morte, misconosciuto, ma già scritto in sé.

La prima preghiera fu l’inconsapevole invocazione al divino in lei. I vagiti furono energia, forza e ritmo, fino a divenire versi nella condensazione modulata di suoni dolenti e rabbiosi.

Le sonorità dei respiri atterriti segnarono l’inizio del viaggio, destinato a compiersi nel mondo della luce, delle cose tangibili e nello spirito, quel luogo sommerso e segreto di se stessa. 

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