Diario della sera #2


Mercoledì, 27 agosto 2014

ore 22.48

Questa mattina, mi sono alzata prima del solito. Tutto sommato, va bene così, anzi meglio. Ho vissuto più a lungo e con maggiore intensità questa giornata di fine estate. Fine estate, che dico? La bella stagione, non è mai iniziata a nord del Po. Ho avuto la mia bella vacanza al mare. Ho riposato e ho scritto tanto: ho terminato alcuni romanzi e ho ideato altri progetti narrativi. Per quanto, sia improprio affermare “ho finito di scrivere un romanzo”, perché un romanzo è come un iperteso, sempre suscettibile di aggiunte, modifiche, tagli e, nel mio caso, lavorio incessante per migliorare lo stile.

Il mio stile difetta di semplicità e immediatezza. Devo, quindi, lavorare, per alleggerire, rendere vago un pensiero o un sentimento che scaturisce vivido e netto nella mente. Devo apprendere lo stile, direi la classe, o l’arte di rendermi invisibile, pur controllando la scena dall’interno, e lasciare al lettore la libertà di sognare, emozionarsi, intuire il non detto.

Divago sulle questioni stilistiche e mi dilungo troppo, in realtà, il mio pensiero di questa sera  è volto già a settembre, al rientro a scuola, al rimpianto per le ferie finite troppo in fretta, ammesso che, anche ai docenti, come a ogni altra persona, sia concesso riconoscere che le vacanze sono proprio belle!

Diary of the evening.

Wednesday, August 27, 2014

22:48 hours

This morning, I got up earlier than usual. All in all, it’s okay, even better. I have lived longer and with greater intensity this late summer day. End of Summer, which I say? The warm weather has never started in the north of the river Po. I had my beautiful beach holiday. I rested and wrote every day, for hours: I finished a few novels and created other narrative projects. Although, it is improper to say “I finished writing a novel,” because a novel is like a hypertext, always capable of additions, changes, cuts and, in my case, ceaseless work to improve my style. My style lacks simplicity and immediacy. I must, therefore, work to ease up, make a vague thought or feeling that arises in the mind sharp and vivid. I have to learn the style, I would say the class, or the art to make myself invisible, while controlling the scene from the inside, and leave to the reader the freedom to dream, to thrill, guess what is not said. I digress on stylistic issues and I will not dwell too much, actually, my thoughts this evening is designed as early as September, returning to school, to the regret for the holidays ended too quickly, admitted that even the teachers, as any other person, be granted to recognize that the holidays are just beautiful!

3 pensieri su “Diario della sera #2

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