Lettura e bambini a Booky Elnòs


Vi aspetto a Elnòs Shopping di Brescia il 26 maggio 2019 dalle 10.30 in poi.

Venite in tanti con i vostri figli, nipoti, fratellini o sorelle per un bel momento di condivisione, ascolto della fiaba di Tempo e della sua numerosa famiglia, tratta da Le favole dentro la borsa di Giuseppina D’Amato, e disegno sul tema delle stagioni e dello scorrere del tempo.

Laboratorio di avvicinamento alla lettura Le favole dentro la borsa Giuseppina D'Amato a Elnòs Shopping Brescia
Le favole dentro la borsa di Giuseppina D’AmatoLe favole dentro la borsa Giuseppina D'Amato
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Un romanzo sugli anni ’70


Leggi gratis Il mio tempo: gli anni ’70 dal 20 al 24 settembre 2018.

Ti invito a leggere Il mio tempo: gli anni ’70 il seguito del romanzo Il mio tempo: un’adolescente negli anni ’60. Il romanzo è  ambientato nel ’77 nel periodo del Movimento e degli anni di piombo.

Sinossi.

È l’inizio del 1977, Michela Visconti, la protagonista del romanzo, è prossima alla Laurea in Psicologia all’Università La Sapienza di Roma, quando nella sua vita irrompe una misteriosa “biondina”. La sua esistenza, che ruota intorno allo studio e alle prime esperienze sessuali, viene sconvolta da alcuni personaggi e dal Movimento che la vede lottare per la libertà e l’emancipazione a fianco delle femministe delle quali condivide principi e valori e accanto agli amici “attivisti” e agli “indiani metropolitani”. La trama è incentrata sul Movimento del ’77, un momento storico difficile, segnato da contrasti e scontri – talvolta violenti – fra studenti da una parte e politici e sindacati dall’altra. È il periodo che segna la perdita dell’innocenza per molti giovani, alcuni dei quali imbracciano le armi, mentre i meno risolti scelgono la droga. Quale cammino imboccherà Michela? e i suoi amici?

Leggi le autrici


Memoria Narrante
Alice Ann Munro è una scrittrice canadese, vincitrice del premio Nobel per la Letteratura nel 2013. Ha 87 anni.

Ho chiesto ad alcuni amici e amiche qual è il loro classico preferito o la lettura d’infanzia più gradita o il libro che consiglierebbero. Le risposte che ho ricevuto sono state varie, ma sorprendentemente coerenti. I maschi hanno letto in prevalenza autori di sesso maschile, le femmine si sono mostrate interessate sia alle autrici sia agli autori. Dalla mia piccola chiacchierata risulta, dunque, che gli amici abbiano letto solo una o due donne nella vita. «Possibile? Come mai?» mi domando. «C’entra, forse, l’ancestrale misoginia? È colpa della società che disprezza le donne da sempre?» Eppure ci sono fiori di scrittrici che meritano di essere lette. Allora, mi domando e vi domando «È possibile cambiare?» Secondo me, è molto importante leggere le autrici – e non parlo solo di fiction – e conoscere le donne meritevoli, rispettarne il talento, capire l’umanità di una donna, riscoprire scrittrici che sono state dimenticate o sottovalutate a causa dei pregiudizdi genere silenziosi e insidiosi.

Ti pongo tre domande.

  1. Qual è il classico che preferisci?
  2. Qual è il tuo libro preferito dell’infanzia?
  3. Quali autrici hai letto?

Memoria Narrante
Grazia Maria Deledda è una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 1926. È scomparsa a Roma nel 1936.

Il libro di agosto


Dove nasce la poesia, romanzo in lettura gratuita solo per pochi giorni.

Download qui.

Dove nasce la poesia|Giuseppina D'Amato
Dove nasce la poesia|Giuseppina D’Amato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incipit

1. Quando la creatura fece poesia.

Dopo il buio liquido, silenzioso e caldo, all’oscuro della differenza tra l’ombra e la luce, il caldo e il freddo, il silenzio e il suono, la creatura vide la luce.

La luminosità la accecò fuori dalle acque tiepide in cui era stata immersa per un periodo che non era tempo e non era spazio, poiché lei ignorava la cognizione dello spazio e del tempo.

Era fuoriuscita dal fluido caldo di cui si era nutrita ed era sospesa in un impercettibile spazio che era immensità e finitezza, poiché lei disconosceva l’infinito e i limiti.

Due eventi terribili erano avvenuti: aveva percepito una luminosità abbagliante, e aveva provato un fremito. Esisteva, inconsapevole di sé.

L’aria la fece rabbrividire e fu pervasa da un soffio naturale, un ritmo modulato, un alito che entrava e usciva da lei.

Udì un suono agghiacciante e ne fu terrorizzata. Non era più ammantata nella silenziosità mite e acquosa in cui, un tempo, galleggiava inconscia del tutto.

Era esposta ai respiri e agli sbuffi dell’aria, inesperta di ritmi, gemiti, canti e delle modulazioni dei silenzi e dei suoni.

Tre avvenimenti tragici si erano susseguiti: aveva sopportato una luce accecante, aveva patito il freddo e prodotto un pianto di terrore.

Lei era fluita dall’accogliente ventre ovattato e rassicurante e, ancora coperta dagli umori della terra madre, dai quali era stata generata, aveva creato una melodia con il respiro che traeva in sé.

La voce fu accolta dallo spazio. Lo spazio con un brivido la dilatò nel Cosmo, e il primo vagito intenerì e commosse la Terra.

Il giorno in cui nacque, la creatura fece poesia, sebbene ne fosse inconsapevole.

Ella ignorava che lo spazio della creatività è l’anima o qualsiasi altro luogo e non sapeva che i solchi mnesici possiedono le modulazioni del creato, e travalicano il tempo, poiché vivono in una dimensione a-temporale.

Ancora non aveva appreso o, forse, l’aveva dimenticato nell’istante in cui era stata tolta dall’humus materno, e le avevano reciso il vitale cordone, che la poesia era concepita dallo spirito dei poeti e dei pazzi e dei bambini.

Il primo canto fu l’innata aspirazione a superare i confini dello

spazio e del tempo e a vincere le ombre e il destino di morte, misconosciuto, ma già scritto in sé.

La prima preghiera fu l’inconsapevole invocazione al divino in lei. I vagiti furono energia, forza e ritmo, fino a divenire versi nella condensazione modulata di suoni dolenti e rabbiosi.

Le sonorità dei respiri atterriti segnarono l’inizio del viaggio, destinato a compiersi nel mondo della luce, delle cose tangibili e nello spirito, quel luogo sommerso e segreto di se stessa. 

Continua a leggere “Il libro di agosto”

Jules Verne, mostra e laboratorio di lettura creativa.


Jules Verne, mostra e laboratorio di lettura creativa al centro commerciale Elnos di Brescia: una bella iniziativa per coinvolgere i bambini all’ascolto e alla rappresentazione grafica del racconto. 

Enciclopedia dei ragazzi Treccani, di Anna Antoniazzi.

Verne Jules.

Scrittore francese, nato a Nantes l’8 febbraio 1828, morto ad Amiens il 24 marzo 1905. Che fosse in origine un ebreo polacco convertito poi al cattolicesimo e che avesse tradotto nel francese Verne il suo originario cognome di Olszewicz (entrambe le parole contengono il significato di “ontano”) è supposizione priva di fondamento. Figlio di un avvocato, fece gli studî nella città natale e nel 1848 si trasferì a Parigi per seguirvi i corsi di legge. A Parigi frequentò la casa di Alexandre Dumas, fece altre conoscenze utili alla sua vocazione letteraria e compose varie commedie e operette, per lo più in collaborazione con altri. Conobbe anche Jacques Arago, viaggiatore e naturalista, fratello dell’astronomo. Le conversazioni con l’Arago aiutarono certo il giovane Verne a trovar la sua strada e nel 1863 uscì il primo di quei “Viaggi straordinari” ai quali è affidata la sua fama. Cinq semaines en ballon. Fu un immediato successo, che permise allo scrittore di stipulare un contratto di 20 anni, poi mutato in contratto perpetuo, con l’editore P. J. Hetzel. Da allora, i romanzi d’avventure si succedettero senza interruzione: Voyage au centre de la Terre (1864); De la Terre à la Lune (1865); Voyages et aventures du Capitaine Hatteras (1866); Les enfants du Capitaine Grant (1868); Autour de la Lune e Vingt mille lieues sous les mers (1870); Le tour du monde en quatre-vingts jours (1873); L’île mystérieuse e Le Chancellor (1875); Michel Strogoff (1876); Les Indes noires e Hector Servadac (1877); Un capitaine de quinze ans (1878); Les cinq cents millions de la Bégum (1879), per non citare che i più noti tra i moltissimi. Dopo la guerra franco-prussiana del 1870-71 Verne si trasferì ad Amiens, donde si mosse solo per qualche viaggio (America Settentrionale, paesi del bacino del Mediterraneo, ecc.).
Formatosi tra il romanticismo e il verismo, il V. ebbe una concezione romantica della scienza e unì la tendenza all’esotismo e all’avventura (donde la larga parte fatta, nei suoi libri, alla geografia) con un bisogno di razionalità, che, mantenendo le sue invenzioni quasi sempre nel campo del possibile, lo portò ad essere un divulgatore della scienza. All’intento divulgativo si unirono, in lui, con una tendenza moralistica, l’impegno e la felicità che derivano dal trattare soggetti nati spontaneamente dalla sua immaginazione e veramente sentiti. Se il suo umorismo non fu immemore dell’umorismo di Charles Dickens, a sua volta il Verne influì su molti scrittori successivi, per esempio il Wells, e contribuì a educare e volgere alla scienza e all’esplorazione geografica non pochi studiosi e viaggiatori.

Enciclopedia ItalianaTreccani, di Salvatore Rosati