Dove nasce la poesia


Invito all’evento “Dove nasce la poesia” a cura di Giuseppina D’Amato e della scuola di danza B-Move.

Dove nasce la poesia, romanzo di giuseppina d'amato
Vi invito alla presentazione del mio romanzo: Dove nasce la poesia, presso Elnòs Shopping di Brescia, domenica 16 dalle ore 11.00 alle 12.00 circa. Evento a cura di Giuseppina D’Amato e scuola di danza B-Move.
Dove nasce la poesia, romanzo di  Giuseppina D'Amato, presentazione con la scuola di danza B-Move.
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Lettura e bambini a Booky Elnòs


Vi aspetto a Elnòs Shopping di Brescia il 26 maggio 2019 dalle 10.30 in poi.

Venite in tanti con i vostri figli, nipoti, fratellini o sorelle per un bel momento di condivisione, ascolto della fiaba di Tempo e della sua numerosa famiglia, tratta da Le favole dentro la borsa di Giuseppina D’Amato, e disegno sul tema delle stagioni e dello scorrere del tempo.

Laboratorio di avvicinamento alla lettura Le favole dentro la borsa Giuseppina D'Amato a Elnòs Shopping Brescia
Le favole dentro la borsa di Giuseppina D’AmatoLe favole dentro la borsa Giuseppina D'Amato

Come la marea


Come la marea|D'Amato Giuseppina
Come la marea|D’Amato Giuseppina

Come la marea è un romanzo ambientato negli anni ottanta.

Natalie Lamourson, la giovane  protagonista, è una stimata ricercatrice in Scienze Farmaceutiche, presso l’ateneo di Chambéry. Durante il fine settimana ritorna a casa a Villombre, dove la famiglia gestisce uno château con annessa un’azienda vitivinicola.

Là vivono anche Juliette, l’adorato marito Samir e le figlie. Essi incarnano la coppia perfetta, l’ideale amoroso immaginario e sublime.

I pensieri e i ricordi di Natalie restituiscono al lettore l’idea di un nucleo familiare piuttosto disfunzionale. I danni arrecati al suo giovane spirito dai comportamenti e dalle scelte egoistiche dei genitori continuano a influire negativamente su di lei.

Ella, infatti, ha difficoltà a stabilire relazioni d’amore durature.

Però, quando s’innamora perdutamente di Benoît de Cathars, rampollo di una nobile famiglia decaduta, crede sia per sempre, finché un incubo premonitore insinua dei dubbi sulla fedeltà del suo uomo.

Allo stesso tempo, un  sogno ricorrente la conduce verso una misteriosa fanciulla che, nottetempo, emerge dal passato.

Delusa dalla storia con Benoît, fugge verso la remota Bretagna  del Nord e si stabilisce a Guilers, un paesino ai margini della foresta di Keroual, dove scoprirà un misterioso maniero, che l’attrae in modo irresistibile.

Tutto conduce al castello diroccato, quasi il luogo sia il fulcro della sua vita e la risposta ai suoi dubbi esistenziali.

È là che la fragile Natalie troverà il vero amore tra romantici fari, paesaggi mozzafiato, sogni e colpi di scena?

Un romanzo sugli anni ’70


Leggi gratis Il mio tempo: gli anni ’70 dal 20 al 24 settembre 2018.

Ti invito a leggere Il mio tempo: gli anni ’70 il seguito del romanzo Il mio tempo: un’adolescente negli anni ’60. Il romanzo è  ambientato nel ’77 nel periodo del Movimento e degli anni di piombo.

Sinossi.

È l’inizio del 1977, Michela Visconti, la protagonista del romanzo, è prossima alla Laurea in Psicologia all’Università La Sapienza di Roma, quando nella sua vita irrompe una misteriosa “biondina”. La sua esistenza, che ruota intorno allo studio e alle prime esperienze sessuali, viene sconvolta da alcuni personaggi e dal Movimento che la vede lottare per la libertà e l’emancipazione a fianco delle femministe delle quali condivide principi e valori e accanto agli amici “attivisti” e agli “indiani metropolitani”. La trama è incentrata sul Movimento del ’77, un momento storico difficile, segnato da contrasti e scontri – talvolta violenti – fra studenti da una parte e politici e sindacati dall’altra. È il periodo che segna la perdita dell’innocenza per molti giovani, alcuni dei quali imbracciano le armi, mentre i meno risolti scelgono la droga. Quale cammino imboccherà Michela? e i suoi amici?

Il libro di agosto


Dove nasce la poesia, romanzo in lettura gratuita solo per pochi giorni.

Download qui.

Dove nasce la poesia|Giuseppina D'Amato
Dove nasce la poesia|Giuseppina D’Amato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incipit

1. Quando la creatura fece poesia.

Dopo il buio liquido, silenzioso e caldo, all’oscuro della differenza tra l’ombra e la luce, il caldo e il freddo, il silenzio e il suono, la creatura vide la luce.

La luminosità la accecò fuori dalle acque tiepide in cui era stata immersa per un periodo che non era tempo e non era spazio, poiché lei ignorava la cognizione dello spazio e del tempo.

Era fuoriuscita dal fluido caldo di cui si era nutrita ed era sospesa in un impercettibile spazio che era immensità e finitezza, poiché lei disconosceva l’infinito e i limiti.

Due eventi terribili erano avvenuti: aveva percepito una luminosità abbagliante, e aveva provato un fremito. Esisteva, inconsapevole di sé.

L’aria la fece rabbrividire e fu pervasa da un soffio naturale, un ritmo modulato, un alito che entrava e usciva da lei.

Udì un suono agghiacciante e ne fu terrorizzata. Non era più ammantata nella silenziosità mite e acquosa in cui, un tempo, galleggiava inconscia del tutto.

Era esposta ai respiri e agli sbuffi dell’aria, inesperta di ritmi, gemiti, canti e delle modulazioni dei silenzi e dei suoni.

Tre avvenimenti tragici si erano susseguiti: aveva sopportato una luce accecante, aveva patito il freddo e prodotto un pianto di terrore.

Lei era fluita dall’accogliente ventre ovattato e rassicurante e, ancora coperta dagli umori della terra madre, dai quali era stata generata, aveva creato una melodia con il respiro che traeva in sé.

La voce fu accolta dallo spazio. Lo spazio con un brivido la dilatò nel Cosmo, e il primo vagito intenerì e commosse la Terra.

Il giorno in cui nacque, la creatura fece poesia, sebbene ne fosse inconsapevole.

Ella ignorava che lo spazio della creatività è l’anima o qualsiasi altro luogo e non sapeva che i solchi mnesici possiedono le modulazioni del creato, e travalicano il tempo, poiché vivono in una dimensione a-temporale.

Ancora non aveva appreso o, forse, l’aveva dimenticato nell’istante in cui era stata tolta dall’humus materno, e le avevano reciso il vitale cordone, che la poesia era concepita dallo spirito dei poeti e dei pazzi e dei bambini.

Il primo canto fu l’innata aspirazione a superare i confini dello

spazio e del tempo e a vincere le ombre e il destino di morte, misconosciuto, ma già scritto in sé.

La prima preghiera fu l’inconsapevole invocazione al divino in lei. I vagiti furono energia, forza e ritmo, fino a divenire versi nella condensazione modulata di suoni dolenti e rabbiosi.

Le sonorità dei respiri atterriti segnarono l’inizio del viaggio, destinato a compiersi nel mondo della luce, delle cose tangibili e nello spirito, quel luogo sommerso e segreto di se stessa. 

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