Il libro di settembre


Il mio tempo: un’adolescente negli anni ’60.

Scarica il libro gratis dal 15 al 19 settembre 2018.

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Gentile signora


Signora,
le scrivo due righe per metterla al corrente della mia recente situazione famigliare.
Innanzi tutto, le condizioni del caro infermo sono peggiorate. Come lei già saprà, non tocca cibo da venerdì. Beve solo qualche sorso di te, col rischio di soffocare. Non è molto lucido, dorme sempre, ha il volto arrossato e tumefatto, ma non ha la febbre. Domani, verrà a visitarlo il dottore di famiglia, e ci consulteremo sul da farsi.
Oggi, sono andata dal capo a presentare la domanda di congedo. Ha rifiutato. Non può concedermelo subito, ha detto. Ha preso tempo. Vuole pensarci, e concertare delle sostituzioni con il responsabile del settore. Mi ha dato appuntamento a domani. Il fatto mi ha amareggiato, malgrado io sappia che il congedo è discrezionale e che il dirigente ha sessanta giorni per dare una risposta. Sacrosanti i suoi diritti. Però, la malattia non dà nessun preavviso, neppure la depressione, né tantomeno tu.
Alla luce dei fatti, credo che l’origine dei miei recenti e ulteriori stati depressivi e di ansia siano dovuti alla percezione, ormai divenuta certezza, che presto dovrò affrontare nuove e dolorose prove, come tu ben sai. Ho tergiversato a lungo, prima  di riconoscere quest’amara verità. Non avevo ancora capito che con te c’è poco da rimandare. Impossibile eludere la tua ineluttabilità.
Signora, non attendo la sua visita a breve e non la saluto cordialmente.

Suo Alfredo

Lettera dal passato.

Discorso in favola sul Tempo


Leggi i capitoli 1 e 2

Giuseppina D'Amato|Libri

Winter Fairy by Alla Tsank Winter Fairy di Alla Tsank

Viaggiando nel Tempo e nello Spazio

“Scorrono gli anni, volano i mesi e i giorni. Quanta pioggia è caduta, quanta neve! Ti svegli una mattina, e pare che sia finito un altro anno, ma è soltanto un nuovo giorno, e qua e là è spuntata una nuova ruga: sulla schiena, sul soffitto, sulla guancia.” Marc Chagall, pittore bielorusso di origine ebraica vissuto nel mille e novecento.

Capitolo 1

“La fantastica storia di Tempo”, una favola romantica per spiegare ai più piccini lo scorrere del tempo e l’alternarsi delle stagioni attraverso belle metafore e fantastiche personificazioni.
E perché no? Per far sognare i bambini e la bambine di ogni età.

LA FANTASTICA STORIA DI TEMPO

C’era una volta, e c’è ancora, un re d’età veneranda che regnava dall’inizio della creazione sull’intero universo.
Era, ed è, il padrone assoluto del mondo e di ogni creatura.
Il suo…

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La leggenda di Tre Capanne


Giuseppina D'Amato|Libri

Foto del 09-01-16 alle 22.20 #2 Immagine personale

Nel bosco di Tre Capanne viveva, da secoli, un folletto.
Lo gnomo era così piccolo che abitava nel tronco cavo di una quercia che aveva il doppio dei suoi anni, e distendeva la folta chioma sulla Radura della Quercia Vecchia.
Lo gnomo, di giorno, dormiva. La notte, scorrazzava per il bosco, facendo i dispetti alle bestiole che vi dimoravano.
Lo spiritello era scontroso e solitario, e nessuno l’aveva mai visto. O quasi!
Molti sospettavano della sua esistenza, ma non osavano confermarla, per timore d’essere considerati folli.
I pochi ingenui che avevano ammesso d’averlo scorto al chiarore della luna, con un berrettino rosso a punta, calato sulla fronte, mentre s’infrattava nei cespugli intricati, erano giudicati pazzi o ubriaconi.
I più temerari avevano provato ad acciuffarlo per il panciotto marrone, strizzato sul ventre prominente, mentre gli avidi miravano al cappuccio, un cimelio magico molto ambito.
Un’antica leggenda popolare narrava che…

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Kahlil Gibran


Giuseppina D'Amato|Libri

Gibran

Te, Gibran|

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

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Ti amo


Ti amo, Kahlil Gibran.

Ti amo terribilmente,
se sbocciasse un fiore ogni volta che ti
penso,
ogni deserto ne sarebbe pieno…
Potrei dimenticarmi di respirare
ma non di pensare a te
Il grande amore non si può vedere né
toccare,
si può sentire solo con il cuore.
L’amore non dà nulla se non se stesso,
non coglie nulla se non da se stesso.
L’amore non possiede né é posseduto:
L’amore basta all’amore.

Nel giardino segreto


Giuseppina D'Amato|Libri

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Nel giardino segreto, è la poesia il più bel fiore
nato da un seme riemerso,
avvinghiate al substrato, ne sostengono il cuore.
le radici profonde del sommerso.

Libera i colori delle antiche memorie
e il profumo dei gelsomini
quel fiore struggente d’intime storie
è il ricordo sepolto nel cimitero degli uomini.

Il convolvolo striscia  nell’ossario
sbuca dall’orbita cieca
s’avviluppa al sudario.

Lume alla coscienza sottile
ha breve durata la campanula bianca
come luce dischiusa alla vita fallibile. © ®

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John R. R. Tolkien


Giuseppina D'Amato|Libri

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John Ronald R. Tolkien nacque il 3 gennaio 1892 in SudAfrica. Alla morte del padre, nel 1895, la madre fece ritorno in Inghilterra, e la famiglia si sistemò in un sobborgo di Birmingham. Nel 1904, scomparve anche la madre che gli aveva trasmesso l’amore per le lingue, le antiche leggende e le fiabe. Rimasto solo con il fratello, fu affidato a un sacerdote cattolico. Intraprese gli studi, che portò a termine all’Exeter College di Oxford, e, nel 1915, ottenne il titolo di Bachelor of Arts.

Durante la Prima Guerra Mondiale, si arruolò volontario, e combatté sul fronte occidentale. Riprese gli studi a guerra finita e, nel 1919, conseguì il titolo di Master of Arts. Iniziò una docenza di Lettere a Leeds e la collaborazione alla redazione dell’Oxford English Dictionary. Nel 1925, fu nominato professore di Filologia Anglosassone in un College di Oxford e, nel 1945, ebbe la cattedra di Lingua Inglese…

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Il profumo del tempo.


Giuseppina D'Amato|Libri

Cafiero Filippelli - Al focolare - Olio su tavola - cm. 27,8x31,8 Cafiero Filippelli, Al focolare – olio su tela

I ricordi sono profumi
e il passato ne è impregnato,
come la mia memoria.

Odorava di latte e caglio,
all’alba, la cucina di nonna Bepi
e l’acre si fondeva al dolce nel bianco coagulo.

I sensi percepivano il sapore caldo,
la fiamma del fuoco sul viso
e le monachelle che si libravano su per il camino.

Si perdevano tra il fumo e la fuliggine scura,
la fantasia si accendeva nei bagliori del focolare
e il corpo, freddo della notte, si scioglieva nel buono.

monachelle = scintille

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Capodanno… 100 anni fa!


Giuseppina D'Amato|Libri

Odio il Capodanno” di Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916.

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.
Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione.

Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi…  la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti…
Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i…

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Natale… 100 anni fa


Giuseppina D'Amato|Libri

giuseppeungaretti-8ec7eNATALE  di Giuseppe Ungaretti, 1916. 

 Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Ungaretti compose la poesia nel Natale del 1916, 
durante un periodo di congedo che trascorse a 
Napoli a casa di  amici. Il poeta con questi 
versi frammentati, e privi di punteggiatura, 
comunica il suo orrore per la brutalità della 
guerra, che non risparmia nessuno. Ha il cuore 
devastato dal dolore per la morte dei compagni, 
davanti ai suoi occhi, e non ha voglia di passeg-
giare nelle strade,preferendo alla folla l'intimità
buona del focolare.

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Grazie.


Giuseppina D'Amato|Libri

Grazie al vecchio 2015, che se n’è appena andato, per le cose belle che mi ha offerto: mia figlia, l’amore della famiglia, la passione per il lavoro, la creatività, i libri, i miei studenti, le belle persone che mi circondano…

Oggi brilla il sole, le polveri sottili sembrano inesistenti, se non fosse per una strana opacità del cielo. Il Santo Padre lancia messaggi di pace, umanità e misericordia che, se fossero ascoltati, farebbero germogliare un nuovo umanesimo.

Grazie al vecchio tempo, nonostante gli orrori degli uomini. Grazie al nuovo, ai tempi che verranno. Che esaltino il valore e la dignità dell’uomo!

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Allarme.


Giuseppina D'Amato|Libri

Dio è il creatore misericordioso. Non c’é un dio terribile e apocalittico. “IS”. Non posso credere che esista un sedicente stato che uccide in nome di un “dio” che alcuni uomini vorrebbero deumanizzare, riducendolo a immagine della propria follia. Dio è amore universale. È necessario un cambiamento per realizzare la pace in nome di Dio.

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Basta!


Giuseppina D'Amato|Libri

Non voglio più vedere bambini, donne e uomini che, costretti a fuggire dalla guerra, in cerca di un abbraccio fraterno e di una terra che li accolga,  finiscono soffocati dall’abbraccio freddo e liquido del nostro Mediterraneo.

“Cosa fate per aiutare i profughi?”  domando ai capi di stato e ai politici, cui abbiamo conferito il potere di governare per il ben collettivo.

“Cosa facciamo noi per accogliere esseri umani, come me e te, che fuggono dalla devastazione della guerra?

Incominciamo a essere umani e misericordiosi!

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