La scrittura è giramondo


Diario, 7/11/1966

L’esondazione dell’Arno ha provocato il risveglio delle anime più giovani, che vogliono restaurare Firenze, e ha avuto il potere di sconvolgere anche me, che sono troppo piccola per diventare un angelo del fango. Perciò, mi limito a raccontare il mio tempo con la furia nel cuore e una nuova luce creativa negli occhi. Quasi il flusso violento e distruttore delle acque dell’Arno avesse riaperto profonde ferite e antiche sofferenze, nascoste nella mia coscienza di bambina, che vogliono emergere. Il diluvio di questo drammatico novembre ha schiuso un varco nella mia anima e ha causato un’inondazione di sentimenti, che ho bisogno di condividere con qualcuno. E posso farlo solo attraverso la scrittura. Questa è la verità.

La scrittura non ha suoni, ma parla oltre il mio tempo.
La parola è giramondo, anche se sarebbe meglio dire globe-trotter, che fa più moderno. Si diffonde nell’aria. Gira il mondo. Raggiunge il cosmo. I suoni delle parole si spandono anche nel vuoto dell’universo.

La voce della scrittura è silenziosa e potente. Sembra che rimanga là, immobile, invece va avanti, fa il giro del mondo sui giornali e sui libri, mentre chi l’ha pensata rimane nello studio o sul divano, e viaggia con la fantasia. La scrittura sorpassa chi la crea, pensandola, e sopravvive nelle emeroteche, nelle librerie e nelle biblioteche per generazioni e generazioni.
Sono un po’ perplessa, tuttavia, perché trovo strano confidarmi attraverso la scrittura. È come parlare a me stessa, per chiarirmi le idee, e mettere ordine nella testa piccina. Scrivere un diario significa lasciarsi andare alle emozioni più vere e imparare a riconoscere e accettare le paure, le insicurezze, i dolori. Scrivere è far fluire la coscienza e il proprio mondo interiore. Ora sono lo strumento della scrittura. Sono il mezzo attraverso cui si esprime e prende forma il flusso delle mie emozioni.

Volto pagina. Continuo a scrivere.
«Da dove inizio?» mi domando, e faccio un gran sospiro.
Chi tiene un diario si presenta. Racconta la vita passata e fa la cronaca di ogni giornata, penso, e, mi sento sempre più incerta.

Sono una ragazza tormentata e introversa, e non so, se riuscirò ad aprire il mio cuore. Temo anche la mia incostanza. Però, mi conforta pensare che decido da me. I protagonisti del diario saranno i fatti rilevanti, le emozioni più forti e i segreti più intimi. Non sono mica obbligata a narrare tutto.

Ho notato che sono torrenziale, come l’Arno in questi giorni. Non vorrei che fosse la scrittura a controllare me, anziché io lo scrivere. E se la corrente dei pensieri mi trascinasse via con sé? Meglio non pensarci.

Oggi ho capito che il tempo di scrivere, la voglia di raccontare e il controllo della scrittura sono i punti cruciali di quest’avventura. Spero di non annegare nel flusso delle parole.

Annunci

Un pensiero su “La scrittura è giramondo

I commenti sono chiusi.