Leggende popolari: racconta la tua


La leggenda è un tipo di racconto molto antico, come il mito, la favola e la fiaba, e fa parte del patrimonio culturale di tutti i popoli, appartiene alla tradizione orale e nella narrazione mescola il reale al meraviglioso. Leggenda deriva dal latino legenda che significa cose che devono essere lette, degne di essere lette… (Wikipedia)

L’Italia è terra di leggende che non sono nate dall’inventiva del singolo, ma dal racconto di molti e, infatti, è alla collettività che si rivolgono, come i miti e le favole. Ogni paesino è popolato da personaggi bizzarri: uno spiritello burlone o dispettoso, un demone, una Janara, una strega,  e, quindi, ha storie da narrare ai ragazzi di oggi. Storie del passato, in cui realtà e fantasia si sono mescolate, e fatti inspiegabili per le menti più semplici hanno danno vita a scontri tra il bene e il male. Nella superstizione popolare certi fenomeni geofisici del territorio sono divenuti castelli misteriosi su uno scoglio in mezzo al mare, una mefite è diventata la porta dell’inferno, un palazzo in cui sibilano i venti di tramontana si è popolato di spiriti inquietanti, un ponte su acque maleodoranti è diventato il ponte del diavolo e l’odore esiziale si è trasformato in puzza di zolfo.

Sarebbe un peccato se le leggende popolari si smarrissero nel marasma collettivo del terzo millennio. Allora, mi sono detta: perché non chiedere agli amici di WordPress, Facebook, Twitter, appassionati come me di folklore, leggende e fiabe di collaborare alla ricostruzione della Memoria Collettiva delle nostre tradizioni? Avete voglia di raccontare storie popolari, credenze, superstizioni, miti, leggende, filastrocche che conoscete e condividerle nel blog Memoria Narrante? 

In questo modo, tutti insieme potremmo far sì che le fiabe della tradizione popolare nazionale e internazionale non vengano dimenticate. Recuperare la cultura favolistica, fatta di centinai di racconti, talvolta in vernacolo, di rara sensibilità e di grande insegnamento, sarebbe utile agli adulti che potrebbero narrarle ai propri bambini. Senza contare che, in tal modo, si tramanderebbe un patrimonio culturale e sociale che merita di vivere e rivivere anziché morire sotto uno strato di polvere più pesante dei lapilli del Vesuvio.

Mi raccomando, rispondete in tanti! 

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