Lo sguardo dell’uomo dal volto rubizzo. #3


Memoria narrante

Allora, non potevo supporre i pensieri dell’uomo che ebbi modo di scoprire in seguito.
Non immaginavo che, dal suo punto di vista, egli vedeva in me una signora matura dal viso ancora fresco, abbellito da una folta treccia, annodata coi toni dell’autunno, che scendeva lungo la spalla sinistra fin sul seno procace.
Per lui ero una sconosciuta che indossava un maglione rosso a collo alto, scriveva in gran fretta su un taccuino cioccolatoso e piccante, e lo incuriosiva molto.
Si chiese cosa facessi in quel bar di paese, e si spinse a supporre che fossi una giornalista in cerca di notizie locali.
Quando avemmo occasione di conoscerci, in seguito alle circostanze che ci avrebbero avvicinati, mi confidò che, ancor più di me, lo intrigava Chiara il cui volto e la posa sotto la luce della lampada gli sembrava familiare ma, per quanto si sforzasse, non riusciva a rammentare dove l’avesse…

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