Comunicazione #5


Memoria narrante

 

patronsUn uomo anziano, nodoso e rigido come una lettera “I”, intagliata nel legno, sedette al tavolo accanto al grammofono, con un amico più giovane.
Il compagno, poco più alto e robusto, col viso giocondo e ben nutrito, ricordava la morbida rotondità della vocale “O”. Pensai fosse una buona forchetta, un mangiatore a “gogo” di polenta e spiedo con l’intingolo di burro e salvia.
I due, insieme, erano la rappresentazione tridimensionale e vivente del pronome “io”, un perfetto connubio vocalico per indicare un singolo. Anche la signora in nero con i bei capelli sale e pepe,  giunta in compagnia di una ragazza, sembrava apprezzare la buona cucina, come me del resto.
Il vizio di scrivere e giocare con la lingua e le parole non mi abbandonava mai, a quel tempo. Non c’era riposo per la mia mente affaticata dalla scrittura. Finii la colazione, e iniziai a scrivere sul taccuino al peperoncino, la mente impermeabile al…

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