Lo sguardo dell’uomo dal volto rubizzo. #3


Allora, non potevo supporre i pensieri dell’uomo che ebbi modo di scoprire in seguito.
Non immaginavo che, dal suo punto di vista, egli vedeva in me una signora matura dal viso ancora fresco, abbellito da una folta treccia, annodata coi toni dell’autunno, che scendeva lungo la spalla sinistra fin sul seno procace.
Per lui ero una sconosciuta che indossava un maglione rosso a collo alto, scriveva in gran fretta su un taccuino cioccolatoso e piccante, e lo incuriosiva molto.
Si chiese cosa facessi in quel bar di paese, e si spinse a supporre che fossi una giornalista in cerca di notizie locali.
Quando avemmo occasione di conoscerci, in seguito alle circostanze che ci avrebbero avvicinati, mi confidò che, ancor più di me, lo intrigava Chiara il cui volto e la posa sotto la luce della lampada gli sembrava familiare ma, per quanto si sforzasse, non riusciva a rammentare dove l’avesse vista o chi gli ricordasse.

A ogni modo, quella mattina, vedendosi osservato, l’uomo si ringalluzzì, e rispose a voce alta ai tre uomini gesticolanti, seduti in fondo alla sala, che gli chiedevano qualcosa nella lingua locale. Rispose in un dialetto stretto che io non capii, per via delle mie origini irpine e l’incapacità d’apprendere il bresciano così ostico e gutturale. A un tratto, l’anziano si alzò rumorosamente con il quotidiano in una mano, e si diresse verso una mensola porta riviste, vi depose sopra il giornale, e prese un mazzo di carte bergamasche. Raggiunse gli amici, sedette alla sedia libera, e iniziò a mescolare le carte, disinteressandosi a noi.

 

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18 pensieri su “Lo sguardo dell’uomo dal volto rubizzo. #3

  1. Buona domenica, Beatrice. È una pagina autobiografica, che fa da incipit a un nuovo racconto o romanzo, ancora non ho deciso, dipende dall’ispirazione. Sto scrivendo la storia in italiano e in inglese perché partecipo al corso del Daily Post “Blogging University” – Writing 201. Le persone diventano personaggi, i luoghi sono veri, la storia è inventata. A presto, Bea.

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