Il vecchio grammofono #1


Talvolta, mi recavo in un paesino ai piedi delle Prealpi lombarde, vicino alla cittadina in cui vivevo. Parcheggiavo nella piazza, accanto al bar, di fronte alla chiesa, e mi dirigevo direttamente alla meta: l’Ufficio Postale in cui andavo a sbrigare le poche pratiche che non potevo effettuare da casa on-line, durante la notte, quando tutti dormivano. Scelsi le poste del villaggio perchè odiavo le lunghe code all’ufficio del mio paese. Il mio paese, in verità, aveva diecimila anime o poco più, ma era già più mondano e turistico del comune limitrofo, per via di un Outlet Village, della vicinanza a Brescia e al lago d’Iseo.

Quella mattina era il momento di andare alla posta. Chiara, mia figlia, venne con me, e, mentre io ero là, lei mi attendeva al bar.  Terminate le mie faccende, la raggiunsi al caffè. |omissis|

12615379_1523450174618493_6141370798419941697_oDalla soglia la scorsi. Sedeva in un angolo sotto lo sguardo dei paesani curiosi. Sul tavolino davanti a lei c’era una bottiglia d’acqua minerale naturale e un tagliere di legno con un grande panino tostato, che un cameriere dalle braccia tatuate le aveva appena portato. La raggiunsi al primo boccone.

«Ciao, amo’!» esclamai.

«Ciao. Ma sei andata all’ufficio postale?» biascicò, educatamente, con una mano davanti alla bocca e gli occhioni sbarrati, dietro alle invisibili lenti senza montatura.

«Sì. Non c’era nessuno.» affermai. Fu in quel momento che il mio sguardo si posò su  un grammofono “La voce del padrone” con mobiletto.
12615673_1523450371285140_2750558208648548590_o12525510_1523449907951853_3877371973672943306_o-2Mi fiondai sul cimelio, ancor prima di sedermi, ma non era l’oggetto in sè ad attrarmi, era il profumo del tempo, l’odore della pipa di nonno Luigi, il calore del caminetto e il profumo del pane di nonna Bea, appena sfornato, che si erano materializzati attorno al grammofono. Era come se l’oggetto fosse avvolto da un’aura di mistero, e custodisse un segreto.

“Il solito vizio della scrittrice mi fa vedere ovunque arcani da svelare.” mi dissi.
Poi mi lasciai attrarre dalle scritte sull’etichetta del trentatré giri: “Magic notes – Columbia London” e “Poet and Paesant – Ouverture Willem Mengelberg and his Concert Gebouw Orchestra”, e non pensai più ai segreti di paese. 12419305_1523449937951850_582241482003905508_o

“Poeti, paesani, musica, ricordi antichi, profumo di caffè italiano, suoni del dialetto locale.” pensai, tornando al tavolo. Mi accomodai accanto a Chiara che smanettava con il suo Iphone dorato e multi funzione, incurante del mio entusiasmo per il grammofono. La sua indifferenza era eloquente. “Un intero armadietto per ascoltare un solo concerto.” pareva dire, incredula.  Non so se più lei di me.

Questa è la prima parte del racconto della prima settimana di #Writing201 #BloggingUniversity “What’s my angle”. writing-201

Continua.

Annunci

8 pensieri su “Il vecchio grammofono #1

I commenti sono chiusi.