Cronache dalla Via Lattea


Sorgente: Cronache dalla Via Lattea

 

astronave

Illustrazione di Chiara Messina

Una favola divertente, ambientata in un futuro neanche troppo fantastico, da leggere tutta in un fiato. Un racconto in metafore sui difetti e gli errori degli uomini con un messaggio di accoglienza e pace universale e alcuni spunti di riflessione sulla questione ambientale e la salvaguardia del pianeta.

 

Milano – Era Galattica – 21° giorno, mese di Venere, anno 2050

Una sera dell’anno 2050, una navicella spaziale, proveniente da una lontana galassia, entrò nell’atmosfera terrestre.
Alla guida del veicolo c’era un ominide con sottili arti ed esili spalle.
Vi poggiava sopra un’enorme testa ai cui lati spuntavano orecchie appuntite, simili a calle color avorio.
Nel volto rotondo, dal colorito giallo-arancio, spiccavano gli occhi cristallini che mutavano tinta secondo l’umore, e ricordavano le biglie colorate dei bisnonni. Il naso, arrotolato a nastro, penzolava su una minuscola bocca.
L’alieno guidava la navicella con il potere della mente. Intanto, dimenava il corpo, davanti alla consolle dei comandi, al ritmo forsennato di una musica iper-galattica.
Nel pomeriggio, il disco volante sorvolò Milano, però nessuno lo scorse.
La gente, a quell’ora, lavorava nelle fabbriche, negli uffici o nei negozi della città.

In quello stesso momento, Mauro Bartolomei giocava sul balcone di casa, al sesto piano di un palazzone. Tentava di far volare un drone quando, per un attimo, intravide il bagliore dell’Ufo.
«Quello era un disco volante!» esclamò. «Non un drone qualsiasi.»
Così dicendo, corse in cucina ad avvertire la nonna che preparava la cena.
«Non dire sciocchezze, Mauro ! I cartoni animati e gli strumenti elettronici ti hanno dato alla testa!» esclamò, senza neppure guardarlo. Continua a leggere.

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