Colpo di fulmine.


Affermare che Cristina tornò a casa di fretta è un eufemismo. Volò come una rondine al nido, rende meglio l’idea.

Impaziente di stabilire un contatto immediato con Joe, pensava a riattivare l’Iphone il più in fretta possibile. Mentre camminava, dandosi della sciocca, per non aver preso il carica batterie portatile, non si accorse che le strade erano deserte già alle dieci di sera.

A un tratto, in prossimità dell’incrocio fra via dei Garofani e via delle Rose, nel buio, scorse la sagoma di un gatto nero, che camminava a passi lievi e calmi in mezzo al marciapiede.

Le parve simile a Cassandra e, mentre la chiamava a voce alta, si chiese: “Come ha fatto a uscire, se ho chiuso porte e finestre?”

Il gatto si volse al suo richiamo ma, anziché fermarsi, affrettò il passo e, lesto, svoltò l’angolo in via delle Rose e, quando Cristina giunse al crocevia, non vi era più traccia di lui.

Pff! Sparito nella notte.

In fondo alla strada, vide un’unica passante: una donna alta, slanciata, dai capelli neri, lunghi fin oltre le spalle. Indossava abiti eleganti e al braccio portava una borsetta di pelle da almeno mille euro, pensò Cristina, quando vide il manico rigido dalla bella doratura, fermato da preziose borchie e gli inserti di lucertola nelle varie sfumature del beige, che la decoravano. La signora procedeva davanti a lei, con un’andatura lenta e aggraziata, tipica di una donna fiera e sicura di sé.

Cristina s’incuriosì e, mentre un tremito le trapassava il cuore, si domandò come fosse capitata in quella zona una signora come lei, appartenente, senz’alcun dubbio, all’alta borghesia milanese, e la immaginò seduta in un cenacolo fra letterati, artisti e scrittori, o dietro la scrivania, in un ufficio direzionale di una Corporation. Cristina la seguì con lo sguardo, finché non sparì nel portone del palazzo in cui abitava lei.

“Strano, non l’ho mai vista.” si disse.

Poi considerò che abitava lì da una settimana e non poteva conoscere tutti i condomini, e tornò a fantasticare su Joe e le belle emozioni che aveva provato grazie a lui.

“Promette bene. Fra noi potrebbe nascere…”, ma non volle neanche pensare. Non era il caso di correre troppo con la fantasia.

Poi parlò con il cuore. “Beh, sì. I colpi di fulmine esistono. Non ci avevo mai creduto, ma ora…”

Ora, il suo cuore galoppava nella prateria dell’innamoramento, e lei non seguiva il pensiero freddo e razionale, ma obbediva alle leggi del sentimento.

E, rincorrendo le strane regole dell’amore, Cristina giunse a casa.

Cristina abitava al terzo piano, ma non prese l’ascensore. Salì le scale di corsa, aprì il portone, e lo richiuse alle sue spalle con una spinta del piede, mentre già toglieva il cellulare dalla borsetta.

Si affrettò a cercare il cavo USB sulla scrivania, e mise l’apparecchio sotto carica. Fu allora che scorse Cassandra, acciambellata sulla poltrona girevole dello studiolo.

“Ciao, amore. Eri qua!” fece, accarezzandole la testa.

La gatta schiuse una palpebra, emise un delizioso gorgheggio di benvenuto, e riprese a dormire. Cristina estrasse dalla tasca il bigliettino di Joe, lo lesse, e lo rilesse e, quando fu appagata dalle poche parole e dai tratti della sua grafia, accese l’Iphone. Trascrisse il numero, e lo nominò con quelle tre semplici lettere “J”, “o”, “e”, cui attribuì un valore inestimabile.

Infine, digitò un breve messaggio. “Grazie, Joe. Sono stata bene, tornerò a mangiare la pizza da te. Buona notte. Chris.”

Mentre inviava, si disse: “Adesso, può pensare a me e pronunciare il mio nome.”

Poi mise il telefono accanto al computer e si diresse verso la camera: desiderava sfilarsi i blu-jeans aderenti, e indossare abiti più comodi. Fu colta da un urgente bisogno di scrivere e, dato che non aveva sonno e si sentiva piena d’energia positiva, accese il computer e si mise a lavorare al suo romanzo con un nuovo entusiasmo.

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13 pensieri su “Colpo di fulmine.

  1. Great installment for this story. Google has a translator which is not that great but I usually get the gist of each chapter.
    I wanted to share with you two movie videos. Both are films called Cat People one made in 1942 (my favorite) and the other made in 1982. Anyway when the young woman in the story becomes sexually aroused she turns into a cat, specifically a panther!! As a result she cannot consummate her relationship. The 1942 version is best. I think that you will enjoy it and get even more great ideas. You could buy the entire movie on either YouTube or Netflix.

    Cat People (1942 film) – Simone Simon – Jacques Tourneur Audio Eng 1/15

    ‘Cat People’ Theatrical Trailer 1982.

    Enjoy!

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  2. Ciao scrittrice, come stai? Non ho più notizie di te, pensavo che ci saremmo incontrate…Tutto bene anche tua madre? Vedo che ci sono persone che vorrebbero rubarti le idee, bene, bene è buon segno! Ti saluto, ho scritto tante cose nel blog ultimamente che potrebbero interessarti, ma non voglio assolutamente forzature, te l’ho detto in virtù dell’amicizia che provo per te. Ciao, Giusy

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    • Ciao Giusy, sono entrata oggi nel sito, dopo molto tempo. Sto bene, come tutti i membri della mia famiglia. L’inizio dell’anno scolastico è sempre più impegnativo e mi porta via molto tempo.
      Passerò da te, al più presto.

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