Sguardi


#ellefanninggiuseppinadamato

#zacefrongiuseppinadamatoAl primo boccone, Cristina pensò: “È la pizza più buona che abbia mai mangiato.” e, mentre la pastosità del formaggio fuso le inondava la bocca, assaporò la succulenza della salsa e la fragranza degli ingredienti. Il seducente gioco di sguardi fra lei e Jo proseguì con un imbarazzante coinvolgimento, che lei non riusciva a contenere, e un nascente desiderio d’intimità.
Cristina sentiva il bisogno di custodire nei limiti della propria dimensione quel che di segreto e unico stava accadendo fra lei e quel ragazzo, inviato lì da un dio o venuto da un altro pianeta a infornare le pizze, affinché lei lo incontrasse, e ne fosse affascinata.
“No, stronzate.” si disse. “Chris, non scrivere un romanzo sul pizzaiolo. Attieniti alla realtà.”
Scese sia dall’Olimpo, sia dall’astronave della Fantasia, stette tre minuti nel mondo concreto delle cose tangibili, e ammise: “Mi piace, e mi emoziona.”
Quando i loro sguardi s’incontrarono di nuovo, lei si sfiorò le labbra con i polpastrelli, quasi a rendere palpabili le carezze dei suoi occhi.
Il linguaggio del corpo, indiscreto e loquace, comunicava con gesti sinceri, incapace di finzioni e parole di senso contrario.
Cristina non seppe resistere ai suoi richiami sensuali e prese il cellulare dalla borsetta per inviargli un messaggio, all’istante. Non poteva rinviare. “Al diavolo la prudenza!” ammise, ma l’Iphone era scarico.
“Maledetti telefonini, sono sempre scarichi.” imprecò fra sé, mordicchiandosi il labbro inferiore.
“Merita un ringraziamento.” si disse, pensando a una maniera discreta per comunicare con lui, che avesse anche una minima parvenza di casualità.
Osservò il locale, e vide che la cassa era accanto alla porta d’ingresso, il forno dal lato opposto, in un angolo della sala e, poco più in là, si trovava la toilette.
“Alla fine della cena, lavarsi le mani è d’obbligo.” e si alzò.
Puntò dritto verso il bagno, senza perdere di vista Jo.
Lui non le toglieva gli occhi di dosso, lei percepiva i suoi sguardi di ammirazione sul suo corpo, e stava bene, come mai prima. Da vicino, era ancora più bello, pensò, e quando lui si accostò al bancone per sussurrarle un “ciao”, il suo cuore fece una capriola nel petto, e atterrò sulle punte. Lui era là, davanti a lei, e i loro occhi si scrutavano, desiderosi di scoprire l’altro. Jo sorrideva, sollevando le labbra carnose, e lei disse sottovoce: “Grazie, la pizza era squisita.”
“Chiamami.” fece lui, aggrottando le sopracciglia.
La sua espressione corrucciata e supplichevole la divertì e, prima di proseguire, si lasciò sfuggire un “forse.”
Lui pose la mano destra sul petto, e batté, con il palmo aperto, dei piccoli colpi sul cuore e, ancora, la pregò con uno sguardo pieno di fervore, come un devoto che invoca a una dea la grazia di un sms
Fu così che, finita la cena, Cristina si affrettò a pagare il conto. Prima di uscire dalla pizzeria, scambiò un’ultima occhiata con Jo, e si diresse verso casa.

Annunci

6 pensieri su “Sguardi

I commenti sono chiusi.