Cristina, ragazza strana, scrittrice alle prese con la scrittura e Cassandre


giuseppina d'amato

giuseppina d'amato

Quel giorno le dita di Cristina corsero veloci e leggere sui tasti. Nella foga di scrivere, saltava qualche parola, ma non se ne avvedeva. Ogni tanto, mangiucchiava un biscotto, o una gelatina alla frutta, attingendo dal vassoio che, come sempre, aveva preparato, prima d’iniziare a scrivere. Talvolta, accarezzava il capo di Cassandre, la gatta dal pelo nero, che le si sedeva in grembo e, in un chiacchierio da ruffiana, sbirciava nello schermo con i suoi attenti occhi gialli. 

La scrittura fluiva, e il piattino con i dolciumi si svuotava. Quando ebbe finito tutti i frollini e le caramelle, la ragazza si chiese: “Quante ore ho scritto?”
Guardò l’orario sullo schermo del computer: erano le cinque del pomeriggio.
Contò sulle dita. “Sette ore, caspita!” e, al pensiero, sorrise.
Strinse i pungi, e li sollevò sulla testa, in un gesto di vittoria.
“E vai! Finalmente, sono riuscita a proseguire la storia.” si disse, compiaciuta per la ritrovata vena narrativa.

Avvertì un senso di spossatezza per le tante ore di immobilità, e distese la schiena, come faceva Cassandre, quando si stiracchiava, dopo dodici ore di sonno, raggomitolata in qualche angolo della casa. Si guardò allo specchio, attaccato alla parete dietro allo scrittoio, e vide riflesso il suo volto stanco. Una passeggiata se l’era meritata, e decise di andarsene in giro, per familiarizzare con i nuovi luoghi. Indossò un paio di blue-jeans e una T-shirt, calzò delle scarpe da jogging bianche, prese con sé una giacca, per il fresco della sera, e mise a tracolla la borsetta con l’inseparabile Iphone, il borsellino e un lucidalabbra, il suo unico cosmetico.

giuseppina d'amatoSalutò Cassandre, e lei l’accompagnò fin sull’uscio, intenzionata a sgattaiolare fuori ma, alla vista dell’indice puntato, che, con decisi gesti di diniego, le ingiungeva di rimanere in casa, si arrestò. «Non fare la sciocca. Scemotta, vuoi perderti per le vie di Milano?» le chiese Cristina.

«Meo, mew.» rispose risentita, e, con la coda alta e vibrante,  se ne  tornò sul divano a passettini molto offesi.

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8 pensieri su “Cristina, ragazza strana, scrittrice alle prese con la scrittura e Cassandre

    • Sì, Giusy. Grazie, mi fa piacere se mi leggi. Pubblico un romanzo inedito a puntate. La prima parte l’avevo già pubblicata, ma l’ho riproposta per chi non mi conosce ancora. Un abbraccio.

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    • Interessante, verrò a leggerti, quando pubblichi l’articolo. Con Marcella è andata bene, nel senso che con l’amica Giovanna abbiamo portato i manoscritti alla GeMS. Ho dato il tutto a Oliviero, che ha subito precisato che è difficile pubblicare poesia. Non ho saputo nulla né da lui, né da Marcella. Le ho promesso di scrivere la biografia di Adele, ma ho bisogno di intervistarla. Non so, se se la sente.
      Le telefonerò, magari se ha piacere le faccio una visita, ma non ora. Fa troppo caldo, piuttosto vada in autunno. Ti abbraccio forte. Ciao.

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