Sono cresciuta con i giocattoli impigliati nei capelli della mia fantasia


Illustrazione di Kat Menschik

1 – Cristina, ragazza strana, scrittrice, cresciuta con i capelli impigliati nei capelli della sua Fantasia.

Cristina è una ragazza strana. Cristina non ha pace. Ha paura di tutto. Teme il futuro e, quando parla del passato, ripete «Sono cresciuta con i giocattoli impigliati nei capelli della mia fantasia. Mi spaventano i mondi capovolti e il cosmo multiverso. Ho il terrore di smarrirmi fra la pieghe del tempo.» Cristina fa la scrittrice. 

Cristina quando dorme, sogna. Fa sempre lo stesso sogno. Sogna una schiera di giocattoli che invade la sua camera attraverso la serratura, le feritoie della porta e della finestra. I più intraprendenti arrivano su una mongolfiera colorata. Si lanciano. Entrano. Affollano la stanza. Si arrampicano ai capelli, per entrale nella testa. Cristina teme che le rubino i sogni, o  che siano i sogni irrealizzati a svegliarsi nel sonno.

Cristina è stanca di combattere contro il panico del vuoto, la paura del nulla, le dimensioni del multiverso. Cristina, a volte, pensa «Le dimensioni del multiverso sono  smisurate. Di conseguenza, esistono altri esseri uguali a noi. In qualche bolla lontanissima c’è un’altra me. Agisce come me. Ha le mie stesse paure. Le due me non s’incontreranno mai, perché la distanza che le separa è impensabile e non bastano tutte le particelle dell’Universo a scrivere le cifre dei chilometri.»

Cristina quando si sveglia, scrive. Scrive, per non pensare.

Il racconto breve è stato pubblicato con il titolo “Preoccupazioni quantiche di Cristina, ragazza strana, cresciuta con i giocattoli impigliati nei capelli della sua fantasia.” su Rosebud, rivista di critica, scrittura, poesia e giornalismo online.

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8 pensieri su “Sono cresciuta con i giocattoli impigliati nei capelli della mia fantasia

  1. Grazie Corina, per il tuo bel commento. Sono d’accordo con te: il rapporto fra scrittore ed eroina è affascinante. In Cristina c’è senza dubbio un poco di me e delle mie paure di fronte all’infinitudine dell’Universo.
    Il rumeno si capisce bene, ma per scriverti ho usato il traduttore google… Un caro saluto. Pina.

    Vă mulțumim pentru comentariu frumos. Sunt de acord cu tine: relația dintre scriitor și heroina este fascinant. În Cristina nu există nici o îndoială un pic de mine și de temerile mele în all’infinitudine față Univers.
    Românul este greu de înțeles, dar am folosit pentru a scrie pentru a traducătorului Google…
    Cele mai bune urări.

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    • Grazie Giusy, mi fa piacere che tu mi legga. Ho la fobia dell’infinitudine del cosmo. Pensa, è l’unica paura che ho. Con il tuo commento mi hai fatto venire in mente l’idea di scrivere un seguito con questa strana ragazza. Vedremo, se avrò l’ispirazione. Ciao, un caro saluto. Pina.

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    • Pensa, per me è il contrario, quante volte alzo lo sguardo e osservo il cielo, soprattutto di notte, in quello spazio infinito siamo un nulla, lassù ci sono mondi a 4-5-10 dimensioni, inimmaginabili per noi. Il nome della mia email, Aldebaran è il nome di una stella, tra le più luminose dell’universo. Ti consiglio di andare a vedere un film: Interstellar, ti servirà per aprire la mente a questa infinitudine, sai io credo che Dio si collochi, aldilà del tempo e dello spazio, un’altro tipo di dimensione. A presto, Giusy

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    • Non ho paura della volta celeste o dello spazio conosciuto. Non temo neppure l’aereo e mi piacerebbe fare un viaggio in orbita. Mi perdo nell’idea di un universo che non posso misurare e conoscere. Non ci penso, altrimenti mi viene il panico. Del resto, penso di essere l’unica che si spaventa di un concetto così vago e indefinito.

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