Amore eterno


Grazie, amore mio,
per avermi donato, in una notte d’estate,
il tuo per sempre.
Nella silenziosità delle nostre parole liquide,
lo sciabordio delle acque cantava,
nel suo  eterno frangersi, alla luna.
Le voci, eteree libellule, 

scivolavano a pelo dell’acqua,
correvano, spiccavano il volo,
per giungere, infine,  alle stelle.
La dolce brezza lacustre i nostri corpi
profumava e le correnti discensionali,
intrise d’odor di pino e mirto selvatico,
donavano refrigerio ai respiri d’amore.
Il tuo per sempre fu accolto dal cosmo,
e divenne eterno.
Per sempre.
Al Tempo, sovrano, fu negato ogni potere:
coprire di patina opaca il nostro sentimento,
schiudere  ad altri la serratura segreta del tuo cuore,
far cadere nell’indifferenza il mio nome.
Per sempre.
Un giorno, partimmo.
Un breve viaggio, dicesti.
Dove andiamo? ti chiesi.
Nel luogo più vicino alle stelle,
dove pensarmi nei momenti di solitudine.

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