Le feste vanno via.


Le feste volano via… con le renne

La luna e l'albero

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16 pensieri su “Le feste vanno via.

  1. Belle queste immagini dove le hai prese? Confesso che comunque queste feste mi avevano stufato, troppo mangerecce e consumistiche, è triste ammetterlo ma i più belli auguri di buone feste li ho ricevuti proprio da voi, amici del blog. Amici virtuali e quelli in carne ed ossa dove sono? Ciao, un abbraccio “virtuale” Giusy

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  2. Ciao Giusy. Le foto le ho scattate all’Outlet. Tu sai dove si trova. Ero andata a comprare un regalo per la mamma che, per tradizione, è abituata a festeggiare l’epifania. Ora, che è inferma la coccolo, come farebbe una madre con la propria figlia. Anch’io, come te, ho ricevuto tanti auguri dagli amici virtuali, che per me sono veri e vicini come gli altri. Mi dispiace che i tuoi amici in carne e ossa siano stati latitanti. L’importante è che tu abbia sentito la nostra vicinanza.
    Ciao Giusy, ti mando un abbraccio caloroso e con il cuore. Spero tu possa sentirlo fra le righe e oltre lo schermo. Pina.

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  3. Cara Pina, non so se lo sai , ma io sono molto ammalata e non ho più i miei amatissimi genitori, gli pseudo-amici e gli pseudo-parenti sono scappati tutti a gambe levate, ai primi segni della malattia. Il giorno di Natale sono andata al ristorante per mancanza di inviti e di persone! Sotto questo punto di vista il Natale andrebbe cancellato, perché è stato tradito il messaggio intriseco che esso racchiude. Non sto scrivendo questo per suscitare commiserazione, ma per denunciare ciò che è verità, non sono la sola, siamo in molti, ne sono sicura e questo rafforza in modo evidente lo stato di degrado in cui versano gli esseri umani, un abbraccio di quelli che oltrepassano lo schermo, Giusy

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    • Ciao Giusy, capisco il tuo disappunto di fronte alle ingiustizie della vita e al disamore delle persone. Non sapevo tu fossi ammalata e me ne dispiaccio moltissimo. Non ti chiederò i particolari della tua malattia, ma se vorrai potremmo parlarne via e-mail. Senza contare che viviamo nella stessa provincia, se non erro. Non susciti commiserazione a parlare dei tuoi problemi, ci mancherebbe che tu non possa esprimerei liberamente ciò che senti nel cuore. Purtroppo siamo sempre più soli. Noi siamo un piccolo nucleo familiare, per fortuna la mamma frequenta un centro diurno e si tiene attiva con un bel contorno di amicizie. Ho anche la fortuna di avere buoni vicini di casa. Ci aiutiamo e uno dà un’occhiata all’altro, sia pure con molta discrezione. Alcuni mesi fa, i ladri hanno tentato un furto a casa mia, sventato grazie all’occhio attento dei miei vicini. Spero tanto che tu possa trascorrere le prossime feste in compagnia di amici. Perché non frequenti un gruppo, un’associazione culturale, o parrocchiale, se la tua malattia te lo consente? Il bene esiste. Io ho visto anche il male, ma ho trovato più bene. Auguri, Giusy. A risentirci. Un abbraccio. Pina.

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  4. Le feste vanno via e quando si ha un animo ‘lieve’ le si prende per quel che le si vuole. Per me un momento di maggiore raccoglimento, un modo per esprimere anche solo con gli auguri ‘virtuali’ la mia simpatia e la mia vicinanza.
    Io sono fortunata e non lo rinnego: un figlio, una cagnola e due fratelli con moglie e figli. Siamo molto uniti perchè questo ci ha insegnato sopratutto mia madre.
    Lo dico sottovoce che sono fortunata ma penso che avere la forza di andare al ristorante sia un modo coraggioso di esistere. Un abbraccio Giusi anche da qui.

    sheraPinagraziexavermiscovata 🙂

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    • Ciao Sherazade,(quella di Rimsky-Korzakof è la mia preferita), bentrovata. Concordo con quanto affermi nel commento. Bisogna accettare ciò che la vita offre, anche il dolore e la solitudine degli ultimi. Gli ultimi sono proprio gli ammalati, le persone indigenti, gli emarginati, gli anziani. A ciascuno di noi capiterà di essere ultimo, almeno una volta nella vita, magari quando saremo vecchi e infermi, e allora sarebbe di grande consolazione ricevere un po’ d’affetto. Quindi comprendo l’amarezza e la delusione di Giusy. Ancor più la capisco, se penso che io non sono mai sola, ma ho sempre qualcuno vicino, magari da accudire, o aiutare, ma non mi sento un’anima sola. E, poi, nelle grandi occasioni si soffre di più la solitudine. Uscire è un bel gesto d’amore verso se stessi: un film, un balletto, un’opera, un’ora davanti a una tazza di te o al ristorante sono un bell’antidoto alla malinconia. Ciao. Pina.

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    • Certo, le relazioni affettive vanno costruite, coltivate con l’amore e il dialogo, anche a costo di rinunce, compromessi, e accomodamenti, mai nel sopruso, o nella sofferenza. Nella sofferenza non c’è amore. Spero che ciò che hai costruito ti sia di aiuto e di supporto sempre. Ciao. Pina.

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  5. Non ti conosco, ma ri-conosco un saluto dettato dal cuore, sono una persona molto sensibile e questa sensibilità acuisce in me le ingiustizie della vita. Non sono invidiosa di chi è più fortunato, dillo pure ad alta voce, ho la nausea invece di chi ha il cuore indurito e si crogiola nel proprio egoismo, un abbraccio Giusy

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    • Giusy fai bene a dire ciò che provi. È liberatorio e, poi, la sincerità è da apprezzare. Purtroppo l’egoismo e, talvolta, la paura dell’altro ci inducono a chiuderci ognuno nel proprio guscio. Ti saluto con un caloroso abbraccio e ti auguro una notte serena. A presto. Pina.

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