I colori del mare


Immobile, in cima alla scogliera
Ho quasi paura di guardare giù
Gli infiniti colori del mare.
Poi, ricordo.
E il ricordo mi fa amare
Il verde marcio dei tuoi occhi.
La schiuma bianca
È ciò che resta delle nostre ossa stanche.
Il blu pervinca
È quell’Essenza
Che mai si deve trascendere
È la vita.
Assai poco conta, per me
Ciò che pensano i poeti
E la mia amica, la filosofia.
La vita è questa terra
Coperta dall’oceano
Che lo sgorgo della fogna insozza.
Tu, amore mio, cammini fiero
Ogni giorno, sopra quella feccia
Metri e metri più in alto, sopra la scogliera.
I tuoi occhi verdi non vedono il baratro
Osservano solo il mare.
Ho guardato anche io
Un tempo, gli infiniti colori dell’oceano.
Ahimè! Forse, non indossavo occhiali adatti.
Ho fissato spazi neri
Pieni di parole di gesso
E mi sono chiesta
Mentre la mente dormiva
Quale fosse il loro senso.
Mi sono arrabbiata
Mi sono percepita stupida e inadeguata.
Come Werther sentivo
E non sapevo leggere una lavagna.
I giusti, intanto, marciano
Senza fine nella storia del mondo.
Ho visto l’occhio, aperto, terso
Mi fissava dal suo triangolo, in quella Chiesa.
Mi sono chiesta, per un attimo, cosa fossimo.
Non ho visto il suo volto
Il simbolismo mi rema contro.
Non so se fosse corrucciato
O sorridente, come avrei voluto.
Ricordo solo il suo occhio lucido
Come di chi ha pianto.
Così sono fuggita senza salutare nessuno
Senza domandare tanto
Neanche un numero di telefono.
Sono scesa, poi
Sempre più sono scesa
Fino all’estremo della comprensione
E l’umana memoria s’è smarrita nel sogno e nell’oblio.
Mi sono avvicinata all’orlo della scogliera
E ho saltato giù
Dentro i tuoi occhi
Tra le tue ossa stanche
Nella vita, che è solo questa
E nel mare inquinato
Ho sentito, nel mare
Il bisogno di sentire niente.
Così, sola sono rimasta
A seguire il flusso
Il flusso della corrente.

Poesia di Chiara Messina, 15 gennaio 2013

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