Creatività


La fanciulla esce di casa

Avanza sul selciato
Incurante dei graffiti cittadini
E delle mille tracce dolenti.

Smarrita nella sua cecità
Con serena indifferenza
Si reca al santuario del tempo
Siede su un gradino
Ove attende la morte.

La vita-sogno-romanzo continua
Alla ricerca dell’arché
Tra intimi significati dell’anima
Intuiti dalla maschera dell’empatico lettore
Travolti, stravolti, tra interpretazioni e giudizi
Ave è l’indizio propizio.

La fanciulla fantasma
Vive la sua vita a mezzogiorno
Tutto il suo essere si risveglia dopo il diluvio.

E l’uccello canta sull’arcobaleno
E risveglia l’angoscia
E il dolore la riporta alla vita
E l’archeologica reminiscenza
Rammenta che non c’è piacere senza perdita.

Sul ponte che collega il sogno alla realtà
La fanciulla con la mano sinistra
Solleva lieve l’abito chiaro
Tessuto con trama leggera
Non ha la freddezza del marmo
È caldo e colore del sole.

Procede nel sogno allucinatorio
Avanza con passo anti-gravitazionale
Nella sua infinita aspirazione a-temporale
Ricerca spazi e tempi nuovi
Passo in verticale
Piede avanti, sospeso verso l’elevazione
Teso alla mistica dimensione
Trova la strada, la salute, l’amore.

Poesia: Creatività ©® di Giuseppina D’Amato.

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