Vita


Avvolta in guscio di conchiglia
Madreperla erano le mie membra
Mi percepivo dea dello spazio infinito
Eternità era quel tempo presente

Sul mondo regnava l’oblio
Immaginai la conoscenza
E nuove cose giunsero sulla terra
E la coscienza divenne memoria

Attraversai di notte il deserto infuocato
E l’aria non fu gelida
Sopra la rena rossa scorrevano fiumi
Nell’acqua sabbiosa guizzavano pesci dorati

La pioggia scivolava sul mio corpo nudo
Altre creature danzanti apparvero
Rivoli fluivano sui loro volti
Di pioggia, di lacrime

E anime gettate nel deserto
Danzavano gementi sulla sabbia
Gli irrazionali immortali
Lambirono le acque dei fiumi

Assaporarono le acque dell’immortalità
Bagnarono i corpi nei fiumi mortali
Accettarono la realtà
Intuirono che nulla è reale

E la morte li rese spettri preziosi
E le loro gesta divennero eroiche
E i volti divini, prima di sparire nel sogno,

Accolsero la realtà
Compresero che nulla è reale
Nulla può accadere una sola volta
Nulla è prezioso come le cose precarie

E sulla pietra scrissero il principo e la fine

Poesia: Vita © di Giuseppina D’Amato ®

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