Linguaggio


Ma che linguaggio è?

 🏫 A me 👩 capita di richiamare  👎 l’attenzione degli 👦 👧 👱studenti distratti dal chiacchierio 👅 💬 continuo 💬  e dalle risatine 😄 per i più futili motivi. Assisto ad astuti smanettamenti sottobanco, dentro gli zaini 🎒 e, persino, fra le pagine del libro 📖 di narrativa …  sacrilegio!

               L’invio 📲 💬 📤 e la ricezione di messaggini 📲 📥 💬 con i loro smartphone e Iphone è pressoché ininterrotto.

     Talvolta, chiedo all’accanito/a messaggiatore/rice 👦👧 di posare 📲 il telefonino sulla cattedra e, allora, immancabilmente l’occhio 👀 cade sulla schermata di icone variopinte che sono le smart 💬 e fast 💭conversation capaci di distogliere gli studenti dalla lezione 📚📝 e che hanno ispirato questo curioso post.

Ho immaginato una smart 💬 conversation fra 9 alunni verso le 12.50. Ecco che cosa ne viene fuori.

👦 – Dove vai a mangiare, oggi?

  • Risposte:  🎎 gppnese/🍟🍔McDnld/👵 da nonna/👪a baita/ 💑 dal moroso/a /👫👭 con gli amici/👳indiano.

E ancora.

👧 – Hai una paina?

  • Risposte: Sì/no/te ne rollo una?/cn gnc?/non fumo/finite a ricreazione/non le ho comprate.

👦 – Dove czz sn andati Mtt e Mrc?

  • Risposte: Al bar a cmprare panini e focacce/wc/boh!/a cantare in wc/a baita/in biblio/sono con la prof di mate/info lab.
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2 pensieri su “Linguaggio

  1. È un tipico linguaggio di subacculturati, con la malavita che spopola e che si è presa anche la capitale, non si va da nessuna parte così, e il tempo dei giochini intelligenti per bambini deficienti sarebbe ora che finisse. Anche dal linguaggio si definisce la cultura di un popolo. Giusy

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  2. Cara Giusy, in questo blog e, in particolare in questo post, non mi occupo di questioni malavitose, che pure conosco, disapprovo e condanno con tutte le mie forze. Il post nasce dalla quotidiana osservazione del comportamento dei miei studenti dai 16 ai 18 anni, riguardo l’uso esagerato dei telefonini, dei bottoni, dei tasti, dei simboli e delle icone. Non riescono proprio a staccare le mani dai loro smartphone e continuano a digitare messaggini, nascondendosi dietro a un quaderno, sbirciando in una tasca … Pensa, ho beccato uno che guardava di traverso, mentre era interrogato, in piedi accanto alla cattedra. Eppure come docente devo ammettere che il linguaggio sta cambiando e anche molto velocemente e che le tecnologie sono entrate nella vita e nelle abitudini di tutti (soprattutto di noi blogger e utenti dei social). A scuola si insegna con la LIM, gli studenti hanno ricevuto il tablet in dotazione ministeriale e presto i libri cartacei saranno del tutto o in parte soppiantati dagli e-book e se uno studente con BES (bisogni educativi speciali) chiede di registrare la lezione è nel suo legittimo diritto. Se uno studente si ammala e ha una degenza lunga bisogna attivare la video conferenza con Skype e simili … In conclusione, a parte la scherzosa esagerazione del mio post, siamo tutti alle prese con tasti, icone, avatar, bottoni, link, sms, acronimi più o meno recenti da INRI a CEE, INAIL, FAQ … sono tempi che cambiano e linguaggi che si evolvono o involvono. Chissà? Vedremo!

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