Diario della sera: per chi scrivo?


Non è trascorso molto tempo, da quando ho aperto il blog: sono circa quattro mesi, un periodo davvero irrisorio, se considero i riscontri positivi che ho ricevuto, nonostante non sia un’assidua frequentatrice di questo spazio. Non aggiorno da circa due mesi quel momento di riflessione che “pomposamente” ho deciso di chiamare “rubrica della sera”, perché gli impegni scolastici e la correzione della bozza del romanzo “Il mio tempo” hanno impegnato tutto il mio tempo e risucchiato le mie energie. Fra l’altro, sto seguendo un corso, presso una casa editrice, che mi tiene lontana dal blog. Tuttavia, questa sera, sento il bisogno di riprendere il “dialogo della notte” con i miei dieci affezionati amici blogger, per parlare di scrittura e comunicazione.

Allora,  da sola, mi faccio una domanda: per chi scrivo? 

E, da sola, mi rispondo: mi piace la comunicazione nei suoi molteplici aspetti. Dialogo con i miei studenti, attraverso l’insegnamento e utilizzo lo spazio del blog e il web, per ampliare il respiro della comunicazione.

Sono una scrittrice e scrivo per tutti.

Vorrei raggiungere il cuore e l’anima delle persone che leggono i miei romanzi. Mi piacerebbe essere capace di parlare a ogni singolo individuo, a cominciare dalle persone che soffrono, a causa di malattie o sbagli umani, per raggiungere i giovani, gli ammalati, gli anziani, senza dimenticare gli intellettuali, i cattedratici e gli stranieri, che vivono in Italia da pochi anni e, pertanto, hanno una scarsa conoscenza della nostra lingua. Mi rendo conto che è improbabile raggiungere un pubblico tanto eterogeneo, ma sento che è giusto tentare e avere fiducia.

Ah! Quanto vorrei “cantare” per tutti, come i cantastorie di una volta o i cantori dell’antica Grecia.

Sono un’illusa o è possibile raggiungere, a livello empatico, i lettori contemporanei?

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6 pensieri su “Diario della sera: per chi scrivo?

    • Sandro, sono proprio d’accordo con te. Il problema principale è il livello di “alfabetizzazione” del lettore e, purtroppo, una recente statistica ha provato che circa i 2/3 degli italiani non sono in grado di leggere e comprendere una frase semplice. E la percentuale è data dagli stranieri e dalla dispersione scolastica.

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  1. Non solo scrivi mettendoci l’ anima ma lo fai anche molto bene
    Sei davvero preziosa, Pina
    Buon fine settimana ♥
    Rodrigo

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